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Paragone incontenibile: ecco come fa a pezzi Grillo (e il M5S) in diretta: cosa ha detto

Gianluigi Paragone, leader di ItalExit e candidato sindaco a Milano, è stato ospite di una puntata a dir poso frizzante di Stasera Italia News, ieri martedì 29 giugno. Paragone, come è suo solito, ha parlato senza peli sulla lingua e ha picchiato duro su Beppe Grillo commentando quanto sta accadendo in queste ore in seno al M5S dopo che il comico ha investito Conte di rifondare il partito salvo poi silurarlo per non aver fatto le cose come voleva lui. “Grillo è scoppiato, è bollito”, attacca subito Paragone. Al centro del dibattito le parole del fondatore del Movimento cinque stelle, che nelle ultime ore, hanno sancito la spaccatura con l’ex premier. (Continua a leggere dopo la foto)

A commentare la vicenda il leader di Italexit, ex pentastellato, che con poche battute fa a pezzi il garante del M5s: “Erano lingue in bocca fino a due ore fa. Grillo aveva individuato Conte come il nuovo architetto per il nuovo Movimento Cinquestelle… era tutto un tripudio di toni d’amore. Grandi affetti, effusioni incredibili poi ad un certo punto Grillo è fatto così quando le cose non vanno come dice lui allora rovescia il tavolo”. Poi continua con l’affondo. (Continua a leggere dopo la foto)

“Il problema non è rovesciare il tavolo perché lo puoi rovesciare quante volte vuoi, ma hai dietro una comunità che ti segue?”. Secondo Paragone, dunque, i gruppi parlamentari del MS si stanno riducendo in termini di componenti, “non sono controllati da nessuno, al massimo da capibanda e quindi Grillo e Conte non hanno alcun potere nel controllare le truppe”. Ma non è finita qui: “Grillo è bollito”, attacca ancora Paragone. “Non possiamo far finta del video in difesa del figlio. Da lì in poi non ne imbrocca neanche una”. (Continua a leggere dopo la foto)

E conclude il leader di ItalExti: “Anche in questa cosa qua si vede che c’è livore, capriccio e qualcosa che ormai caratterizza un ex comico, un ex leader, un ex visionario. Il problema di Grillo è che è scoppiato ed è scoppiata anche la sua schizofrenia. Non ha più un senso logico, neanche narrativo o politico. Si è bevuto totalmente il patrimonio elettorale fondato sul “vaffa”. Il “vaffa” aveva una capacità di sintesi ma dopo di che se vai a governo e non riesci più a trovare un senso politico a quello che stai facendo diventi il junior partner del Partito Democratico”.

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