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Palestre e bar sono solo “lavoretti”: così Zingaretti umilia gli italiani

“Lavoretti”, con tanto di gesto delle dita a mimare delle parentesi, accentuando così il tono scherzoso. E ancora: “Piccoli professionisti che si erano inventati un lavoro”. Con queste parole Nicola Zingaretti si è riferito in diretta, ospite di Lucia Annunziata nel programma Rai Mezz’ora in più, a migliaia e migliaia di italiani che si guadagnano da vivere lavorando nei bar e nelle palestre, impegnati come camerieri o personal trainer. Un’espressione che fa rabbrividire, considerando che a utilizzarla è uno degli esponenti di punta di quella sinistra che un tempo era il punto di riferimento proprio delle classi sociali più in difficoltà. La perfetta cartina di tornasole di un governo, quello attualmente in carica, che verso i cittadini e le loro esigenze non nutre il minimo interesse.

Una presa in giro inaccettabile, in un momento in cui gli italiani supplicano Draghi e i suoi ministri di poter finalmente tornare a svolgere quei “lavoretti” con i quali si guadagnavano da vivere dignitosamente. Costretti prima ad assistere alle promesse tradite da un esecutivo che continua a parlare di aiuti in arrivo senza mai davvero tendere la mano, e ora persino sbeffeggiati pubblicamente dall’ex segretario del Pd, uno dei difensori convinti del ministro Roberto Speranza e della sua politica delle chiusure sempre e comunque. Una frase offensiva e che denota, tra l’altro, tutta l’ignoranza del governatore della Regione Lazio.

Quel “lavoretti” uscito dalla bocca di Zingaretti è infatti figlia della convinzione che impieghi come il personale dei bar e dei ristoranti o quello delle palestre siano per natura precari, saltuari, da svolgersi quando non si ha un’occupazione migliore. E dunque da non prendere nemmeno troppo in considerazione al momento di varare un piano per assistere gli italiani chiusi in casa, senza poter lavorare. Ignorando così la disperazione di migliaia di persone che si trovano da mesi a non sapere più come mantenere la propria famiglia, esasperati, in piazza a urlare la propria rabbia. Ristoratori, baristi, ambulanti, commessi, allenatori, partite Iva. Con testimonianze drammatiche da ogni Regione.

Ecco, questo popolo sconfortato, abbandonato da quei politici che avevano promesso loro, all’indomani dell’arrivo in Italia del Covid-19, assistenza e sostegno, meriterebbe oggi molto, molto di più dello scherno, irritante, di Nicola Zingaretti. L’ennesima dimostrazione di una sinistra lontana anni luce dai cittadini, dalle piazze, un tempo suo habitat naturale, molto più a suo agio nei palazzi del potere. E armata oggi di una spocchia intollerabile, con la quale umilia quella che un tempo era la sua gente.

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