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Ora il quadro è completo: Monti vota la fiducia al Conte bis e saluta, felice, il ritorno del Pd al governo

Non proprio una sorpresa, in realtà. Le intenzioni di Mario Monti erano chiare da giorni e il suo intervento in Senato, in occasione della fiducia richiesta dal governo giallorosso, piuttosto scontato. L’ex premier ha infatti confermato, come da pronostico, il suo appoggio alla neonata maggioranza formata dal Partito Democratico e dal Movimento Cinque Stelle, un “sì” che non ha mancato di suscitare anche un po’ di ironia dai banchi dell’opposizione durante l’intervento.

“Darò la fiducia ma è indispensabile constatare nei fatti che ci sia stato davvero un mutamento di indirizzo” ha spiegato Monti. Rivelando poi tutta la sua soddisfazione per quanto sta accadendo in questi giorni: ” Sul piano della coerenza, -ha argomentato Monti rivolgendosi al premier Giuseppe Conte- io dichiaro di trovarmi oggi in imbarazzo nell’esprimermi sul suo nuovo governo. Devo essere coerente con me stesso o osservare la coerenza altrui? Se fossi coerente con me stesso voterei a favore. Su Europa e economia sono stupefatto e soddisfatto”.

Non è mancata la stoccata ai Cinque Stelle: “Se invece dovessi esprimermi sulla coerenza osservata non potrei che votare contro: questa maggioranza e questo governo sono il risultato di un tasso di trasformismo senza precedenti da parte dei uno dei due partiti della maggioranza. Sebbene dovrei salutarlo perché il programma è molto più vicino a quello che io trovo utile per l’Italia”. Insomma, un Monti soddisfatto, ma soprattutto grazie all’operato dei dem. Anche qui: e chi se lo sarebbe mai aspettato?

Gongola l’Europa, dunque. Gongola il mondo delle banche, gongolano gli imprenditori. Tutti già in fila a salutare il ritorno del Pd al governo. E arriva, alla fine, la benedizione di Monti. D’altronde, come non festeggiare un esecutivo in cui i dem sono riusciti a strappare ai Cinque Stelle tutte le poltrone significative nei rapporti con l’Europa, assicurando così a Bruxelles fin dalla genesi del governo un cambio di rotta, molto più accomodante.

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