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“Oltre 100 aziende rischiano il fallimento”. La crisi si abbatte sulle imprese italiane: cosa succederà dal 1 ottobre

Pubblicato il 21/09/2022 10:07

Mentre i principali partiti politici continuano le loro finte baruffe in vista del voto del 25 settembre, con Giorgia Meloni pronta a sostituire Draghi all’insegna della continuità più totale, le aziende italiane hanno già cominciato loro malgrado a fare i conti con gli effetti della crisi energetica. Dal 1 ottobre, decine di società energetiche retail potrebbero trovarsi addirittura a dichiare il fallimento, per la mancanza di gas da distribuire ai clienti. Secondo Utilitalia, addirittura sarebbero un centinaio le realtà a rischio stop.

Come raccontato da Sissi Bellomo sulle pagine del Sole 24 Ore, quella del possibile fallimento di tante società energetiche è una bomba innescata da tempo e che i politici fingono però di non vedere. “Il problema sono i contratti con cui i rivenditori al dettaglio si riforniscono a loro volta di combustibile acquistando da grandi produttori e imprenditori, come Eni o Edison. Questi scadono tutti insieme a fine mese, allineati con l’anno termico. E molti operatori non sono riusciti a ottenere un rinnovo. Altri si sono dovuti accontentare di volumi di gas inferiori al passato, offerti con minore flessibilità e condizioni molto più onerose”.

Difficoltà simili sono state già denunciate anche da imprese che consumano grandi quantità di energia e che acquistano gas direttamente: “Assocarta ad esempio ad agosto aveva avvertito che molte cartiere rischiano la chiusura. Sul fronte dei venditori di energia sono venute allo scoperto anche realtà importanti come Dolomiti Energia, e alcune municipalizzate come quelle di Catania, Voghera e Casale Monferrato”.

Migliaia di famiglie e imprese rischiano così di trovarsi presto senza il fornitore abituale di gas, da cui spesso ricevono anche elettricità. Non dovranno rimanere al freddo e al buio, visto che la legge prevede dei meccanismi di protezione per evitare le interruzioni nelle forniture. Ma è probabile che a tanti cittadini finiranno nel meccanismo di tutela, tra i meno convenienti attualmente per i consumatori, con il risultato di ritrovarsi tra le mani bollette ancora più salate.

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