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In 111 a cena, 80 hanno contratto il Covid: Omicron ha “bucato” tutti i vaccinati

Pubblicato il 14/12/2021 08:39

La variante Omicron sta ufficialmente “bucando” i vaccinati. Ma i sieri, stando all’altissimo numero di contagi in tutto il mondo (Italia compresa) sembrano alzare bandiera bianca anche nei confronti della forma base e delle altre varianti. Avessero davvero funzionato, con quasi il 90% della popolazione italiana vaccinata, adesso avremmo dovuto avere contagi zero e una vita normale. Invece siamo ancora in libertà vigilata. E dalla Norvegia arriva la notizia che 80 dei 111 partecipanti a una cena prenatalizia tenutasi nel quartiere Aker Brygge di Oslo a fine novembre sono risultati positivi al Covid-19. (Continua a leggere dopo la foto)

In almeno 17 casi la variante riscontrata dal sequenziamento dei test è stata proprio la Omicron. È quanto riferisce il Norwegian Institute of Public Health, ripreso da SkyTg24, che ha condotto un’indagine su un focolaio di coronavirus Sars-Cov-2 rilevato dopo una festa in un locale della Norvegia. La maggior parte dei partecipanti alla cena aveva un’età compresa tra 30 e 50 anni e ha riferito di aver ricevuto la seconda dose di vaccino anti-Covid. Dallo studio è emerso che il 73% dei 111 partecipanti alla cena sono poi risultati positivi al coronavirus: su 17 tamponi è stata rivelata la variante Omicron. (Continua a leggere dopo la foto)

Come riporta la fonte, un’indagine epidemiologica più approfondita è ancora in corso, “ma si presume che la maggior parte dei contagiati siano stati infettati dalla variante Omicron del coronavirus Sar-CoV-2”. Tutti gli 80 positivi, tranne uno, hanno riportato sintomi come febbre, tosse, mal di gola e mal di testa, ma nessuno ha avuto bisogno del ricovero in ospedale. Otto dei positivi avevano viaggiato in altri Paesi europei ed africani nelle due settimane precedenti alla cena. Inoltre, l’infezione da Sars-Cov-2 è stata rilevata in più di 60 persone presenti nel ristorante la stessa sera della cena natalizia. I risultati preliminari dell’indagine sembrano confermare la capacità di Omicron non solo di essere più contagiosa di Delta, ma anche di aggirare la protezione conferita dai vaccini. (Continua a leggere dopo la foto)

Questi eventi, secondo Giorgio Gilestro, ricercatore dell’Imperial College di Londra, “sono utili per calcolare non tanto la severità dei sintomi ma la capacità del virus di girare in ambienti reali e di stimare l’attack rate, cioè quante persone si infettano viste condizioni favorevoli al contagio”. “Considerando che erano quasi tutti vaccinati e giovani, i numeri non sono incoraggianti. Altri 60 che capitavano al ristorante per caso si sono anche infettati. Mi aspetto protezione dai sintomi più severi ma il virus ha il potenziale di infettare i vaccinati e quindi un ha bacino di suscettibili 10 volte più alto di Delta. Se anche fosse più lieve, il rischio di mettere sotto stress il sistema sanitario esiste ed è il problema principale”, ha concluso il ricercatore.

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