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“Non chiederò il Green pass a scuola”: il preside che non accetta i ricatti del governo

In un Paese, l’Italia, in cui ribellarsi alla dittatura è diventato sempre più difficile vista la determinazione con cui il governo continua a ricattare i cittadini per spingerli alla vaccinazione di massa, c’è un dirigente scolastico che ha deciso di muoversi controcorrente. Correndo il rischio di essere additato come “no vax”, appellativo oggi appiccicato con facilità addosso a chiunque si azzardi a contestare le scelte dell’esecutivo guidato da Mario Draghi. E decidendo di non applicare la normativa sul Green pass per il personale scolastico.

"Non chiederò il Green pass a scuola": il preside che non accetta i ricatti del governo

Una scelta coraggiosa quella di Stefano Gargioni, preside dell’Istituto Perlasca di Ferrara. Che ha scelto di non impedire l’accesso alla scuola al personale sprovvisto del certificato verde che attesta di aver ricevuto il vaccino o di aver effettuato un tampone con esito negativo. Sul sito della struttura è comparso soltanto un link per l’autocertificazione Covid, documento utilizzato in passato ma che oggi, per il governo, non ha il valore del Green pass e non sarebbe quindi sufficiente per poter lavorare.

Nel modulo, comparso in testa alla home del sito dell’istituto, si dichiara di non essere sottoposti a quarantena, non avere febbre o altri sintomi riconducibili al Covid e rispettare le norme del distanziamento sociale. Gargioni, come riportato dalla testata locale La Nuova Ferrara, all’interno della scuola “non ha applicato le misure che impongono l’esibizione del lasciapassare ottenibile col vaccino, con il tampone o con la guarigione dall’infezione, innescando in questo modo la prima procedura amministrativa in provincia che potrebbe sfociare in un provvedimento di sospensione dalle funzioni, con una possibile ricaduta sul penale”.

Al momento, l’effetto del mancato avvio dei controlli è ancora al vaglio dell’Ufficio scolastico provinciale, ma è possibile che a breve possano scattare le prime conseguenze. Cgil Scuola ha segnalato il tutto agli uffici del ministero dell’Istruzione. Tanti, nel frattempo, i messaggi a sostegno del dirigente scolastico arrivati da utenti che continuano a rifiutare le imposizioni di un governo che, nel frattempo, marcia spedito verso un vero e proprio obbligo vaccinale, pronto a cancellare anche l’ultimo residuo di libertà rimasto agli italiani.

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