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“Nominerà un successore”. Il biografo di Putin svela come si arriverà alla pace

Pubblicato il 01/12/2022 17:34

Philip Short, storico e giornalista britannico, nonché grandissimo conoscitore del presidente Vladimir Putin, di cui ha scritto la biografia più completa in circolazione, durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera si è sbilanciato su alcuni possibili scenari riguardanti le decisioni future dello zar. “Non escluderei del tutto che Vladimir Putin nella seconda metà del prossimo anno tiri fuori una sorpresa e compia una piroetta politica, facendo posto a un successore come mezzo per facilitare una soluzione in Ucraina”. L’ex corrispondente della Bbc ha poi allontanato alcune voci ricorrenti sull’eventuale golpe che si starebbe configurando in terra russa: “Penso che la sua posizione di potere sia sicura. Sul piano della politica interna, Putin non è indebolito in modo significativo. Può accadere, se le cose andranno ancora male sul terreno. Ma dovrebbero andare veramente male. La sua posizione sarebbe minacciata se diversi gruppi agissero in coordinazione o si alleassero, ma ciò oggi è molto improbabile, a meno di un drammatico peggioramento della situazione militare”.
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Come riporta Il Tempo, Short prosegue poi la sua interessante analisi parlando dei possibili esiti del conflitto russo-ucraino, spiegando che “Gli stock di armi occidentali si esauriscono a una velocità molto superiore a quella con cui possono essere ricostituiti. Putin è veramente interessato alla pace, ma nei suoi termini. Non vuole una guerra permanente. E penso che alla fine ci sarà se non una pace, almeno un armistizio. Difficile che le forze ucraine riescano a cacciare i russi completamente fuori dal loro territorio, così com’è difficile che la Russia prenda il controllo dell’intera Ucraina. Ci vorrà un accordo e se fosse qualcosa che Putin può vendere come un successo, lo farebbe”.
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Philip Short

Ma chiaramente il tema più scottante, quello che in nessun modo può essere accantonato, è quello della costante minaccia nucleare. Ebbene, secondo il giornalista “La parola chiave è sconfitta totale“. Secondo lui, infatti, “Il bluff di Putin di minacciare l’uso di armi atomiche è molto più utile del loro uso. Finora è stato efficace, la Nato è stata attenta a evitare ogni atto che potesse portarla a un conflitto diretto con la Russia. Ma l’uso è pensabile solo come risorsa di ultima istanza, dopo aver provato tutto”. Nello specifico, ciò potrebbe accadere se, ad esempio, ci fosse la minaccia reale di perdere la Crimea: “Per Putin l’opzione nucleare sarebbe sul tavolo. La Crimea è una linea rossa, una sua ossessione dagli Anni Novanta. Inoltre, se la Crimea fosse a rischio di essere ripresa dagli ucraini, anche la posizione interna di Putin sarebbe in pericolo. Non sarei sorpreso se a qualche punto del 2023 ci fosse un serio tentativo di concludere un armistizio. La guerra non può durare all’infinito, entrambi le parti saranno sfinite”.

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