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Nessuno aiuta le imprese italiane e il decreto liquidità è un flop. Parola di Bce!

Non serviva la Banca centrale europea per essere consapevoli del fallimento del decreto liquidità, sarebbe già bastato lo stesso Conte con la sua richiesta rivolta alle banche di compiere “un atto d’amore”. All’evidenza non si può sfuggire!

Eppure il premier aveva annunciato la “potenza di fuoco” dei 400 miliardi in maniera così trionfalista da trasmettere l’idea che quella sarebbe stata la super misura dai super poteri.

Peccato che il flop sia stato enorme. E come volevasi dimostrare -ancora una volta- l’Italia nel bollettino della Bce di fine mese, riguardante la crescita dei prestiti alle imprese nell’eurozona, risulta sotto la media. In particolare con Francia Germania e Spagna, le tre maggiori economie, il raffronto è impietoso. A tal punto che Conte – racconta il quotidiano La Verità – dopo aver parlato con alcuni ristoratori, è sbottato contro le banche.

Mentre la crescita dei prestiti in Italia si attesta al 2,2% di maggio, contro il +2,1% di aprile; in Germania si registra un +6,9% a maggio e +7% ad aprile; in Francia +11,4% a maggio e +9,2% ad aprile. Perfino la Spagna sfoggia un sontuoso +9,5%, contro il +6,6% di aprile. Insomma, un divario enorme.

Germania, Spagna e Francia aumentano lo stock dei prestiti rispetto a fine febbraio, rispettivamente di 45 (+4%), 48 (+9,8%) e 91 (+8%) miliardi. L’Italia, fanalino di coda, con soli 23 (+3%) miliardi.

Il meccanismo di duplice passaggio delle pratiche tra banche e fondo di garanzia rende il processo farraginoso e impossibile. Bisognerebbe chiedersi come mai il governo si sia affidato a tal sistema pur sapendo che sarebbe stato lento e di caro prezzo alla sopravvivenza delle imprese? Semplicemente perchè un governo quando è debole non può che appoggiarsi ad un unico potere, quello della burocrazia.

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