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Anche l’Italia a Gaza. Al via nel silenzio generale la prima missione. Quali mezzi e quanti uomini sono in partenza

Pubblicato il 09/11/2023 08:45 - Aggiornato il 09/11/2023 14:32

L’Italia si mette in viaggio verso Gaza. L’annuncio è arrivato dal comandante Lorenzo Bonicelli della Vite, pilota con una lunghissima esperienza alle spalle maturata in teatri di guerra come l’Afghanistan, che alle pagine del Corriere della Sera ha spiegato: “Abbiamo un ospedale ‘Role2‘, abbiamo energia per alimentare una piccola città, abbiamo una grande quantità d’acqua. Siamo molto orgogliosi di sfruttare il nostro sistema di combattimento per supportare gli altri”. Il militare è salpato a bordo della nave Vulcano per andare a prestare sostegno ai feriti, protagonista della prima missione umanitaria italiana nell’area. (Continua a leggere dopo la foto)

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nave italiana carabinieri gaza

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato a tal proposito: “Questa iniziativa è la prima e attualmente unica di questo genere, anche se auspichiamo che inneschi una gara, senza divisioni tra Paesi, per portare aiuto ai civili”. L’esponente di Fratelli d’Italia ha sottolineato come l’Italia sia stato il primo Paese “per iniziativa della presidente del Consiglio, a chiedere l’apertura del valico di Rafah e mandare aiuti umanitari con due C130”. (Continua a leggere dopo la foto)

nave italiana carabinieri gaza

Oltre la missione umanitaria, l’Italia è impegnata nelle trattative tra le parti counvolte nel conflitto, alla ricerca di un cessate il fuoco: per questo il nostro Paese ha dato il via libera all’invio di due carabinieri richiesti dagli Stati Uniti per il Centro di coordinamento della sicurezza per Israele e l’Autorità Palestinese. Si tratta del primo passo che potrebbe preludere alla missione di un contingente più numeroso, per rimpiazzare quello che fino al 7 ottobre addestrava la polizia palestinese ed era composto da 28 appartenenti all’Arma. (Continua a leggere dopo la foto)

nave italiana carabinieri gaza

“I carabinieri — ha spiegato Crosetto — sono stati chiamati direttamente dagli americani perché erano a Gerico fino a tre settimane fa e hanno un rapporto di fiducia, di conoscenza e di rispetto che in una fase come questa è utilissimo”. Nel frattempo la nave Vulcano, con a bordo un equipaggio di 164 persone, si prepara ad accogliere più persone possibili tra feriti e bisognosi.

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