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Multa ai non vaccinati, c’è la scappatoia: ecco come rinviare il pagamento di oltre 200 giorni

Si è discusso, e parecchio, della decisione del governo di introdurre una nuova forma di sanzione pronta a colpire gli italiani, una multa da pagare “una tantum” all’Agenzia delle Entrate per quei cittadini con più di 50 anni che decideranno di non vaccinarsi nonostante l’obbligo appena scattato. Un provvedimento che però, come spiegato dal Sole 24 Ore, può di fatto essere rimandato di 260 giorni. Come? Semplicemente facendo opposizione. (Continua dopo la foto)

Secondo il Sole 24 ore, infatti, la sanzioe che scatterà dal prossimo 1 febbraio 2022 “sarà notificata dalle Entrate e irrogata dal ministero della Salute”. Prima dell’avviso, però, la persona non vaccinata “riceverà una comunicazione di avvio del procedimento. In quella occasione potrà decidere di pagare ma anche di prendersi i suoi dieci giorni di tempo per inviare all’autorità competente le ragioni che lo hanno fatto soprassedere dalla scelta di immunizzarsi”. (Continua dopo la foto)

Chi deciderà di non sottoporsi a vaccino, infatti, potrebbe avere ragioni oggettive e documentate, come per esempio dimostrare di non aver trovato dei posti disponibili negli hub. Nei 10 giorni di tempo che si prenderà, il multato “dovrà inviare una comunicazione all’AdE in cui annuncerà ‘’invio delle spiegazioni all’azienda sanitaria. Poi saranno Asl e AdE a comunicare. L’Azienda dovrà dire all’Agenzia se le ragioni del non vaccinato sono state accettate o meno. E anche qui entro dieci giorni”. (Continua dopo la foto)

Anche qualora l’Azienda Sanitaria dovesse dire no, il Fisco dovrà notificare via Pec o raccomandata A/R l’avviso di addebito con titolo esecutivo entro 180 giorni. Il destinatario potrà pagare entro 60 giorni. In totale, si arriverà così a 260 giorni di tempo, anche se appellandosi al giudice di pace (chiedendo la sospensione dell’avviso di addebito) il procedimento potrebbe addirittura allungarsi ulteriormente.

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