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Paragone: “Il Mes, i Dpcm e le palle del Natale Contiano”

Pubblicato il 08/12/2020 12:24 - Aggiornato il 08/12/2020 14:32

Dal Mes alle restrizioni imposte dai Dpcm, il racconto natalizio del governo giallorosso si fa sempre più intricato e pieno di bugie nei confronti degli italiani, per i quali si prospettano tra l’altro festività tutt’altro che serene, stretti nella morsa dei controlli ferrei promessi dalla Lamorgese. Come riassunto efficacemente dal senatore Gianluigi Paragone, tra le “palle di Natale” dell’esecutivo c’è innanzitutto il Meccanismo di Stabilità Europea. Un passaggio particolarmente indigesto a Conte & co. che, per una volta, si trovano costretti a coinvolgere il Parlamento senza possibilità di scavalcarlo. E delicatissimo per il Movimento, intento a far digerire agli elettori rimasti la favoletta del “approviamo la riforma del Mes ma poi non lo utilizzeremo”. Nemmeno alcuni esponenti pentastellati ci credono, pronti a votare “no” nel rispetto del vecchio programma Cinque Stelle.

Sì perché, nonostante si faccia finta spesso di dimenticarlo, tra le promesse di un Movimento che tempo fa era stato capace di prendere il 30% e rotti dei voti degli italiani c’era anche anche questa: “Il M5S si opporrà in ogni modo ai ricatti della finanza internazionale travestiti da riforme”. Poi, entrando nello specifico del Mes, se ne chiedeva la “liquidazione” così da liberare gli Stati dalla necessità di adeguarsi alle sue rigorose condizionalità”. Oggi, invece, i Cinque si trovano a votare una riforma addirittura peggiorativa del Fondo, da ingoiare in nome del bene superiore, la difesa della poltrona.

Il Mes, i Dpcm e le palle del Natale Contiano

Il nuovo Mes sarà anche peggiore di quello di prima. Sia perché un’eventuale adesione dell’Italia comporterebbe una pericolosa ristrutturazione del nostro debito pubblico guidata dalla Troika, sia perché all’interno si è riusciti nell’impresa di infilare una norma sul salvataggio delle banche che andrà a vantaggio, innanzitutto, degli istituti tedeschi. I quali, sostanzialmente, potranno beneficiare dei soldi dei contribuenti di tutti gli Stati membri, Italia compresa. Insomma, dagli impegni nel liquidare il Mes, il Movimento è passato all’approvazione di una riforma che lo rende ancora più pericoloso per il nostro Paese. Premessa scontata per l’adesione al Fondo, nonostante le rassicurazioni in senso contrario.

Il Mes, i Dpcm e le palle del Natale Contiano

Quando la Bce riporrà il bazooka economico sfoderato in tempo di crisi, e solo per far fronte alla straordinarietà delle circostanze, l’adesione al Mes da parte dell’Italia sarà infatti una formalità. Anche perché il governo ha preso da tempo impegni in questo senso. Le promesse grilline di queste ore sono altre palle, natalizie ovviamente. Si tace, invece, su un altro fronte, quello sanitario. Le inchieste di Report hanno scoperchiato le responsabilità del governo nell’affrontare una crisi che ci ha colto impreparati, con tanto di grotteschi tentativi di far sparire nel nulla dossier dell’Oms dai quali era evidente l’arretratezza del nostro piano pandemico. Il ministro Speranza, invitato a chiarire, continua a rifuggiarsi dietro un eloquente silenzio, comunque preferibile all’ennesima palla di Natale giallorossa.

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