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“Mentì sul Virus!”. BBC inglese, gravissime accuse dell’esperto. E ora emergono tutte le bugie sul Covid

Pubblicato il 26/01/2024 10:14

Sono gravissime e circostanziate le accuse mosse dall’esperto epidemiologo scozzese Mark Woolhouse alla storica emittente inglese BBC. E il canale televisivo non è l’unico soggetto a finire nel mirino. Woolhouse non è l’ultimo arrivato, ma uno scienziato di tutto rispetto. Un epidemiologo di chiara fama, nonché consigliere del governo scozzese. L’editorialista Simon Johnson, sul giornale Telegraph, ha riportato le parole di denuncia dello scienziato. “La Bbc ha ripetutamente segnalato morti o malattie rare fra adulti come se fossero la norma”, ha detto Woolhouse. E all’inizio della pandemia ha generato il panico fra i telespettatori, spargendo la “fuorviante impressione che ognuno fosse a rischio” e che “il virus non discriminasse nessuno”. In realtà, ha proseguito l’epidemiologo, “già dal 2020 era chiaro come il rischio di morire di Covid risultasse 10.000 volte superiore negli Over 75” rispetto ai giovani. (continua dopo la foto)

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L’aspetto più clamoroso della deposizione di Woolhouse è proprio questo. Non avere informato correttamente il pubblico e avere sparso terrore. Non solo, l’emittente inglese non avrebbe mai cambiato questo approccio, nemmeno di fronte alle evidenze. E la Bbc, come detto, non è l’unica a finire sotto accusa. “Sospetto”, ha dichiarato lo scienziato, “che questa disinformazione sia continuata lungo tutto il 2020, perché forniva una giustificazione per le misure di lockdown agli occhi dell’intera popolazione”. Unj’accuse pesantissimo, che riporta inevitabilmente alla memoria anche ciò che è successo in Italia. Woolhouse ha portato prove a supporto della sua tesi. Il 22 marzo del 2020, durante un incontro svolto da un gruppo scientifico governativo, si disse che “un numero considerevole di persone non si sente ancora sufficientemente minacciato a livello individuale”. Quindi occorreva “aumentare il livello di rischio percepito” nei soggetti refrattari al panico. (continua dopo al foto)

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Quindi la Bbc, in questa sua linea di “terrorismo psicologico” contro la popolazione, avrebbe avuto l’appoggio indiretto degli enti governativi. Sempre il Telegraph, in passato, aveva raccolto testimonianze di giornalisti della Bbc che confermavano la situazione. “Nell’azienda si respirava un clima di paura”, hanno dichiarato gli interpellati. “Chi osava criticare le misure di lockdown veniva bollato come dissidente” e anche “apertamente deriso”. Tanto che alcuni di questi professionisti, sfiniti dal clima che li circondava, avevano condiviso la frustrazione accumulata in chat segrete su Whatsapp. La Bbc ne esce con le ossa rotte e con la reputazione rovinata. Già da prima della pandemia, alcuni ex dipendenti la accusarono di assecondare visioni parziali o propagandistiche di determinati eventi. (continua dopo la foto)

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In particolare Robin Aitken, giornalista dell’emittente britannica per 25 anni. Che in un libro intitolato Can We Trust The Bbc (“Possiamo fidarci della Bbc?”), accusò il canale di sistematica manipolazione delle notizie. E a quanto pare la Bbc operò in tal senso anche durante la pandemia. In buona compagnia, dobbiamo dire. Chi non ricorda quello che accadeva in Italia? Con il sistematico attacco a chiunque non si uniformasse alla narrazione “di regime”? E chi metteva in dubbio l’utilità della vaccinazione per giovani e bambini, veniva bollato come un eretico. Se non come qualcuno che contibuiva a far morire le persone. Oggi invece si sa con certezza che i dissidenti avevano ragione. Ma si tace e si fa finta di niente. E le persone che sono state diffamate, che hanno perso lavoro e stipendio sono lasciate sole. Una vergogna che non si può più accettare.

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