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Medici con elmetto e giubotto antiproiettile. Il VIDEO choc che fa discutere: “Perché lo abbiamo fatto”

Pubblicato il 03/11/2023 09:35

In corsia con l‘elmetto in testa e il giubotto antiproiettile, vestiti come dei militari. Un video che ha fatto discutere, quello realizzato da alcuni medici di Napoli su iniziativa del sindacato Anaao Assomed. L’obiettivo della clip è quello di denunciare i pericoli corsi dai dottori nello svolgimento della propria professione, in particolar modo in alcuni territori e in determinati reparti, a partire dai pronto soccorso. Il filmato, dalla durata complessiva di un minuto, è stato anticipato da alcuni organi di stampa e ha scatenato subito forti polemiche. (Continua a leggere dopo la foto)
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Come riportato dall’Ansa, l’ultima aggressione in ordine di tempo di cui si è avuta conoscenza è quella ai danni di una geriatra, nel Napoletano, colpita dalla figlia di una paziente. Bruno Zuccarelli, segretario regionale del sindacato dei medici dirigenti, ha parlato di una situazione ormai ben oltre il limite. (Continua a leggere dopo la foto)

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Medici con elmetto e giubotto antiproiettile. Il VIDEO choc

“Non è possibile lavorare su turni che possono durare anche 18 ore consecutive, essere insultati per un’attesa troppo lunga o massacrati di botte se qualcosa non piace o se non si riesce sempre e comunque ad evitare un decesso – ha spiegato Zuccarelli – Nessuno di noi ha studiato anni e sacrificato la propria vita familiare per questo. Molti restano, spinti dalla passione, ma sono sempre di più quelli che scelgono di andare via”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Di qui la decisione di lanciare ora una campagna caratterizzata da un linguaggio duro e da immagini che richiamano scenari di guerra, per capire quanto pericolosa sia la professione di medico. Non sono mancate, però, accuse da parte di alcuni utenti che hanno parlato apertamente di discriminazione nei confronti del territorio di Napoli. Altri, invece, hanno preso le difese dei camici bianchi, confermando la pericolosità di certe zone e citando episodi ai quali hanno assistito in prima persona.

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