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“Mai più sana per colpa del vaccino”, il racconto-shock della 53enne danneggiata dal siero: “Speranza ci insulta”

Pubblicato il 18/02/2024 14:30

“Ero sempre stata benissimo”, una frase che ricorre praticamente sempre quando si affronta il tema degli effetti avversi dal vaccino contro il Covid-19, quei danni collaterali che rimangono per tutta la vita. È il triste caso della 53enne Tania Bertelli, intervistata da Marianna Cané per La Verità. Dapprima, si sofferma sulle vergognose parole dell’ex ministro Speranza, che è arrivato a dire che i danneggiati da vaccino che protestano “ammazzano la gente” – lo ha detto davvero, come vedremo, durante la presentazione del suo libro a Potenza –, poi la donna precisa come proprio Speranza sia iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio: conseguenza di come è stata gestita la campagna vaccinale, ovvero attraverso “bugie e dati taroccati”. La vicenda di Tania Bertelli è paradigmatica. Prima una pericardite; poi, un infarto e persino una neoplasia mieloproliferativa cronica con mutazione Jak2, che per i profani è un grave tumore del sangue. Con il supporto dell’associazione Edward Jenner ha condotto un’azione legale per ottenere il risarcimento del danno da vaccino. La Commissione medica ospedaliera di La Spezia ha riconosciuto il nesso causale e, dunque, decretato l’indennizzo, che però è solo parziale: per la pericardite lo ha ottenuto (una invalidità riconosciuta del 20%) ma per l’infarto e la neoplasia mieloproliferativa no. (Continua a leggere dopo la foto)
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Indennizzo a metà

Queste ultime due patologie sono state ignorate perché, come le ha detto la Commissione medica, “Non c’è in letteratura che questo vaccino possa accelerare una mutazione genetica e provocare tumori”. Risposta inaccettabile, ma proseguiamo nel racconto. “Ero, sono distrutta. È tremendo stare così male e sapere che mai guarirò, che le cose potranno solo peggiorare”, spiega a La Verità Tina. Lei non era neppure contraria al vaccino: le fecero una dose unica di Moderna. Due settimane dopo, il suo corpo si ricoprì di macchie rosse, che per il medico di base erano “colpa di un’errata esposizione al sole”. Poi il vomito, la tosse secca, dolori al braccio e al torace destro e battiti sempre più accelerati. A dicembre la pericardite subacuta, prolungamento di una pericardite acuta, e l’elettrocardiogramma che rivela un cuore in pessime condizioni. A gennaio finisce al Pronto soccorso per trombosi con infarto del miocardio; sino alla diagnosi della neoplasia, un tumore raro del sangue, una patologia primaria del midollo osseo che non lascia molte speranze. Oggi è sotto chemioterapia e riferisce di non avere più la forza neppure di uscire. “Non possono più negare che vi sono effetti collaterali, non possono più nascondere tutto”, ha dichiarato Rossella Burzi, Referente del Comitato Medico/Scientifico dell’associazione Edward Jenner, l’ente che porta avanti le battaglie dei danneggiati dal vaccino antiCovid. L’associazione intitolata a Edward Jenner, il medico britannico che introdusse il vaccino contro il vaiolo ed è considerato il padre dell’immunizzazione, quella vera, è riuscita di concerto con altri soggetti a inserire i danni da vaccino antiCovid tra gli indennizzi per i danni da vaccino. È nata a Bologna ma si è presto sviluppata in tutta Italia. (Continua a leggere dopo la foto)
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Speranza insulta i danneggiati

Ora, torniamo all’ineffabile Speranza, che si è persino permesso di rispondere come abbiamo scritto in apertura a un uomo divenuto disabile dopo il vaccino. L’intervistatrice chiede a Tania Bertelli se, secondo lei, l’ex ministro sapesse di mentire, di essere nel torto. “Di sicuro si è contraddetto – è la risposta –, ora va in giro parlando di medicina personale e di prossimità. Proprio lui che durante la campagna vaccinale ha ideato dei protocolli che venivano estesi a tutta la popolazione (…) Si accorge adesso che la medicina deve adattarsi ai casi delle singole persone?”. E ancora: “Ci sarebbe da chiedere scusa invece di girare l’Italia pavoneggiandosi col libro in mano”. Ecco, davvero non ci pare il caso di aggiungere altro.

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