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Conti correnti “di vetro” e controlli a tappeto, l’Europa vara il Grande Fratello fiscale. Ecco cosa cambia

Pubblicato il 18/02/2024 12:39

Si procede, a marcia spedita, verso un controllo sociale sempre più pervasivo e invasivo. Ora, nel mirino ci sono i nostri soldi e i nostri beni. Possiamo ben dirlo dopo aver appreso l’ultima idea che viene da Bruxelles. A livello europeo, infatti, sarà creato un registro centralizzato che conterrà i nomi e cognomi di titolari di cassette di sicurezza (verranno controllati anche gli accessi), di conti correnti, e persino di criptovalute. Con tanti saluti alla privacy e al segreto bancario. Tale sistema sarà accessibile alle autorità competenti durante le indagini relative al riciclaggio. Saremo schedati, noi e le eventuali cassette di sicurezza, oltre ai conti in banca, dunque. Lo prevede la nuova Direttiva antiriciclaggio approvata definitivamente questa settimana dal Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli stati membri dell’Unione europea. Le Unità di informazione finanziaria (Uif) di tutti i ventisette Paesi che compongono la Ue potranno accedere, a partire semplicemente dal nostro Iban e senza alcuna restrizione, all’anagrafe dei rapporti bancari dei cittadini comunitari e alle cassette di sicurezza ospitate dagli istituti di credito.  (Continua a leggere dopo la foto)
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La Direttiva Ue

Tale Direttiva dovrà ora essere approvata formalmente dal Consiglio e dal Parlamento europeo, prima di essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue. L’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia è l’autorità nazionale indipendente, con funzioni di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, istituita ai sensi del Decreto legislativo numero 231 del 2007 presso la Banca d’Italia. Le autorità preposte alla prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo di tutti gli Stati membri, secondo la Direttiva, riuscirebbero a ottenere immediatamente le informazioni sull’identità dei titolari di tutti i conti europei, mediante un punto di accesso comune, noto come Billing and Accounts Receivable (Bar). Sta per arrivare, dunque, una sorta di Grande Fratello in grado di controllare ogni movimento finanziario. Ricordiamo che le Direttiva sono vincolanti per gli Stati membri della Ue, che devono recepirle nel proprio ordinamento. Il mostro burocratico dell’Unione europea si configura sempre più come una sorta di Leviatano tecnocratico. Addio segreto bancario, si paventano raffiche di controlli a tappeto. Secondo la Ue, l’accesso ritardato alle informazioni da parte degli Uif e di altre autorità competenti sull’identità dei titolari di conti bancari e di pagamento, conti titoli, conti custodiali di cripto-asset e cassette di sicurezza, in particolare quelle anonime “ostacola il rilevamento dei trasferimenti di fondi relativi al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo”, si legge nel testo della Direttiva comunitaria.  (Continua a leggere dopo la foto)
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Meccanismi centralizzati

Dunque, attraverso l’interconnessione dei meccanismi automatizzati centralizzati degli stati membri, le Uif nazionali saranno in grado di ottenere rapidamente informazioni transfrontaliere sull’identità dei titolari permettendo di rafforzare “la capacità di effettuare analisi finanziarie in modo efficace e cooperare con i loro omologhi degli altri stati membri”. Gli stati Ue dovranno istituire punti di accesso unici per le informazioni entro 2 anni dalla data di trasposizione della direttiva, scadenza entro la quale dovranno mettere a disposizione anche le informazioni sulla titolarità effettiva degli immobili. Nel nostro Paese, leggiamo sul quotidiano Libero, sono presenti tra il milione e il milione e mezzo di cassette di sicurezza bancarie. (Continua a leggere dopo la foto)

Quanto è custodito nella cassette di sicurezza italiane?

Il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, aveva anche azzardato una stima: nel 2016, in un’audizione parlamentare, aveva parlato di 150 miliardi custoditi. Appena un anno dopo in un altro convegno aveva alzato la cifra a 200 miliardi. Sicché, nei prossimi 24 mesi, a livello europeo sarà creato un registro centralizzato: sarà una banca dati digitale europea, e, inoltre, le banche date digitali di ogni singolo Paese interagiranno con le altre.

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