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L’ultima idea giallorossa: col rimpasto un ministero potrebbe finire a Renzi

Nel caos che segna l’avvicinamento dell’esecutivo giallorosso a una tornata elettorale temutissima, dal risultato probabilmente nefasto e che rischia di avere forti ripercussioni sulla tenuta stessa del governo, la parole più pronunciata in queste ore è una e una soltanto: rimpasto. Inizialmente ipotizzato come arma da sfoderare prima del voto, per rimischiare le carte e indurre qualche elettore clemente a concedere un ultimo sforzo di fiducia al Conte-bis, lo strumento potrebbe ora invece diventare prezioso subito dopo l’annunciata Caporetto. Un modo per evitare la caduta del premier e il ritorno alle urne, tenendo il grosso della truppa incollato alla poltrona in cambio del sacrificio di pochi, i meno difendibili.

L'ultima trovata giallorossa: un rimpasto per dare a Renzi un ministero

A saltere sarebbero, ovviamente, personaggi del calibro di Lucia Azzolina, travolta dal caos di una ripartenza delle scuole che peggio di così era difficile immaginare, e il titolare della Giustizia Alfonso Bonafede, altro ministro che dalla scarcerazione dei boss alle polemiche col pm Di Matteo non ha collezionato proprio belle figure in questi mesi. Con altri nomi pesanti in bilico come quello di Paola De Micheli o di Teresa Bellenova. L’occasione, insomma, per ridare un po’ di credibilità alla squadra. Con possibili colpi di scena dietro l’angolo.

L'ultima trovata giallorossa: un rimpasto per dare a Renzi un ministero

Tra le ipotesi sul tavolo in queste ore frenetiche di confronti poco pacifici, c’è infatti anche quella di un ruolo di primo piano per Matteo Renzi. Un ministero, probabilmente, magari uno di quelli lasciati nel frattempo vuoti dagli “scaricati”. Il modo migliore, secondo una parte giallorossa, di ridare responsabilità all’ex premier e mettere la parola fine al costante teatrino di minacce del Rottamatore al governo di cui fa lui stesso parte, quasi fosse sempre pronto a staccare la spina.

L'ultima trovata giallorossa: un rimpasto per dare a Renzi un ministero

Lo schema ipotizzato sarebbe così quello di due vicepremier ad affiancare Conte (limitandone anche i margini di autonomia), esponenti di Cinque Stelle e Pd, e di un ritorno a pieno titolo di Renzi nella squadra. Un modo, insomma, per dare un segnale di discontinuità col passato e ritrovata unità d’intenti. Sempre che, nel frattempo, i responsi delle urne non siano stati talmente negativi da spazzar via ogni tentativo di restare in piedi. Ipotesi sulla quale però, al momento, nessuno ragiona davvero. Forse, semplicemente, per scaramanzia.

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