in

Recovery Fund, l’Ue ci invita a tagliare le tasse sul lavoro ma… “senza esagerare”

Tagliare la tasse sì, ma senza esagerare. C’è anche questo passaggio tra le linee guida che la Commissione Europea ha diffuso e alle quali gli Stati che vogliono aggiudicarsi la loro fetta di Recovery Fund dovranno guardare con molta attenzione al momento di presentare i loro piani nazionali. L’Italia potrà così ridurre le imposte all’interno della propria riforma fiscale e incassare 44 miliardi di euro a fondo perduto, a patto però di muoversi entro paletti fissati da Bruxelles. E allora, con un pizzico di malizia, viene da chiedersi: ma se bisogna stare attenti a non tagliare troppo, di che razza di taglio stiamo parlando?

Recovery Fund, l'Ue ci invita a tagliare le tasse sul lavoro ma... "senza esagerare"

La Commissione ha diffuso un calendario che lascia tempo ai vari Paesi dell’Unione fino al 15 ottobre per notificare i piani nazionali e aprire con le istituzioni europee un dialogo informale che permetterà di scrivere al meglio ogni passaggio, in vista dell’accelerata finale. Dal 1 gennaio al 30 aprile 2021 sarà poi possibile presentare il lavoro svolto: in caso di approvazione, gli Stati potranno incassare subito il 10% dell’ammontare loro dedicato, una cifra. Prima di quella data, insomma, si resterà tutti a bocca asciutta. E pazienza se l’emergenza Covid imporrebbe tempistiche un filino più rapide: i diktat di Bruxelles vanno rispettati sempre e comunque, senza stare a farsi troppe domande.

Recovery Fund, l'Ue ci invita a tagliare le tasse sul lavoro ma... "senza esagerare"

Al momento di mettere nero su bianco i piani, gli Stati dovranno rispettare le raccomandazioni Ue 2019-2020: l’Italia sarà chiamata ad affrontare la riforma della giustizia, del fisco, della pubblica amministrazione, dell’istruzione, delle pensioni, del lavoro e della sanità. Il tutto guardando a due parole d’ordine, “green” e “digitale”, che l’Unione ha scelto come totem guida dell’intero processo. Passaggi delicati che hanno fatto schizzare, non a caso, subito verso l’alto l’asticella della tensione in un governo Conte più lacerato che mai. E che continua a bussare continuamente alla porta dell’Europa per assicurarsi la sopravvivenza sul fronte interno, sbandierando proprio i soldi del Recovery Fund come soluzione a ogni problema.

Recovery Fund, l'Ue ci invita a tagliare le tasse sul lavoro ma... "senza esagerare"

Peccato che, al momento di elencare le tante occasioni rese possibili grazie alla benevolenza dell’Ue, il governo dimentichi di sottolineare alcuni punti più spinosi. Bruxelles, per esempio, ci ha chiesto sì di alleggerire il peso del fisco sul lavoro, ma al momento di procedere coi tagli il nostro esecutivo dovrà farlo con un occhio al deficit e senza usare direttamente i soldi del Recovery Fund per compensare le minori entrate. Bisognerà, insomma, dare solo una piccola sfoltita, senza farsi prendere la mano. Lo dice l’Europa, e guai a contraddirla.

Ti potrebbe interessare anche: Il “Patto col Diavolo” del governo: per sopravvivere deve vendersi alla Troika

L’appello dei movimenti africani: lo sviluppo dell’Africa passa per la sovranità monetaria ed economica del continente

Biden a gamba tesa contro Brexit e Johnson: i Democratici allergici al popolo