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Lockdown per non vaccinati: la via per uscire dall’incertezza e dai dubbi

Pubblicato il 23/11/2021 17:23

di Silvano Tramonte
Da un punto di vista scientifico il lockdown per non vaccinati sarebbe la cartina di tornasole per valutare l’efficacia e la sicurezza di tutte le scelte sanitarie fino ad ora messe in campo da tutti i governi del mondo: ogni studio scientifico su un farmaco necessita di un gruppo controllo per valutarne sicurezza ed efficacia. 

Ci troviamo infatti da quasi un anno nella più grande sperimentazione farmacologica di massa mai effettuata e le persone che hanno deciso di non vaccinarsi sono una fetta di popolazione importantissima per poter realmente valutare efficacia e sicurezza di questi nuovi “vaccini” e costituiscono un vero e proprio gruppo di controllo. 

Se il governo avesse il coraggio di imporre davvero un lockdown per i non vaccinati attuerebbe una misura realmente utile in termini scientifici che consentirebbe di compiere una valutazione su grandi numeri mettendo a confronto i due gruppi: vaccinati e non vaccinati. 

Questo confronto, e il CTS lo sa bene, sarebbe anche utile per una valutazione comparativa in termini di effetti avversi sul breve, medio e lungo periodo. 

Sarebbe inoltre necessario fare uno screening settimanale con tampone anche nella popolazione vaccinata per sapere se e come il virus circola tra i vaccinati in modo da avere dati reali e non basati su contagi valutati quasi solo esclusivamente sui non vaccinati: tale misura consentirebbe un effettivo ed ulteriore controllo della reale circolazione del virus, fornendo informazioni in merito ai reali contagi e alla capacità del vaccino di influire sui medesimi. 

E ancora sarebbe fondamentale per le persone che liberamente hanno scelto di non vaccinarsi  e che  contraggono la malattia Covid-19, considerare l’adozione di protocolli terapeutici domiciliari (che si riveleranno sicuramente utili anche per le persone vaccinate) per valutare attraverso tale gruppo di controllo, oltre al rapporto rischio beneficio, l’efficacia e i costi di una terapia domiciliare precoce rispetto all’efficacia e ai costi di continue inoculazioni di un farmaco nuovo la cui efficacia si dimezza dopo appena 4/6 mesi, considerato che, alla luce degli ultimi studi scientifici, l’immunità naturale appare invece più efficace e duratura anche nei confronti delle varianti. 

L’adozione di protocolli terapeutici domiciliari sarebbe anche utile per valutare se e come l’adozione di terapie domiciliari precoci possa evitare o avere effetti positivi sul rischio di sviluppare il cosiddetto “long Covid”.

I risultati di questo confronto aiuterebbero a smorzare il clima di tensione creato a livello sociale da mesi di scorretta informazione mediatica unilaterale che ha portato a profonde divisioni sociali.