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L’Italia è ferma, il Fisco no: maxi-accertamenti in arrivo sulle famiglie

Dopo mesi di faticose restrizioni imposte dal governo per contrastare la pandemia, l’Italia finalmente riparte. Ma no, cosa avete capito. Non quella degli imprenditori e dei dipendenti, ancora in attesa che i giallorossi smettano di litigare tra di loro e si decidano finalmente a dar loro una mano. A riaccendere i motori è l’Agenzia delle Entrate, pronta a riporre la bandiera bianca e tornare all’assalto delle famiglie già messe in ginocchio dalla crisi economica. Non solo le cartelle esattoriali: anche gli accertamenti fiscali, rimasti in un limbo nel corso del 2020, stanno per fare di nuovo capolino.

L'Italia è ferma, il Fisco no: maxi-accertamenti in arrivo sulle famiglie

In gioco, d’altronde, c’è una posta piuttosto alta, visto che gli accertamenti possono avere un contributo importante sulla carriera degli sceriffi del Fisco, capaci in alcuni casi anche di raddoppiare il proprio stipendio. Come rivelato dal Fatto Quotidiano, infatti, per un dirigente di prima fascia dell’Agenzia raggiungere gli obiettivi significa incassare, alla fine del mese, cifre quasi doppie rispetto allo standard (55 mila euro lordi) grazie a una retribuzione di risultato compresa tra 17 e 40 mila euro, che si aggiunge a una retribuzione di posizione fissa di oltre 36 mila euro e una variabile che spazia da 41 a 92 mila euro.

L'Italia è ferma, il Fisco no: maxi-accertamenti in arrivo sulle famiglie

Seguendo questo schema, nel 2016 i dirigenti di vertice hanno percepito un premio medio di oltre 40 mila euro per un totale distribuito di 1,84 milioni. Il premio medio per la seconda fascia, nel 2015, è stato di 14 mila euro, per un totale di 18,5 distribuiti che salgono a 155,6 milioni per tutti gli altri, a cui sono andati in media 3.800 euro ciascuno. Una somma basata sugli accordi triennali stretti tra il Fisco e il ministero dell’Economia in base a un accordo sindacale e un lungo elenco di variabili. Un sistema, ovviamente, che non è esente da qualche degenerazione.

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Un funzionario, venendo premiato in base al numero dei controlli e degli accertamenti emessi, ha tutto da guadagnare infatti nel mandare avanti verifiche su verifiche, indipendentemente dalla loro forza. E così le famiglie italiane si trovano ancora una volta a indossare il ruolo di vittime designate, pronte a subire l’ennesimo accanimento invece di ricevere una mano, nel momento del bisogno. La linea del governo, d’altronde, è chiara da mesi: si chiedono sforzi, non si dà niente in cambio. Anche perché c’è una crisi, inutile, sulla quale concentrarsi.

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