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“L’ho raccomandato”. La pesante accuse a Conte, che si difende: “Solo calunnie”

C’è anche il nome di Giuseppe Conte tra quelli fatti dall’avvocato Piero Amara, l’uomo che con le sue dichiarazioni ha messo nei guai Luca Palamara e Filippo Patroni Griffi. Testimonianze sulle quali gli investigatori tengono ora i riflettori puntati. Per capire innanzitutto se in quelle parole c’è qualcosa di vero. E se sì, eventualmente, alla ricerca di riscontri di fronte ad accuse che coinvolgono esponenti di punta di diversi partiti e uomini di potere. Tra questi, come rivelato dalla testata Domani, anche l’ex presidente del Consiglio e futuro leader del Movimento Cinque Stelle.

L'avvocato che accusa Conte: "Lo raccomandai perché ottenesse una consulenza"

Domani ha riportato alcune delle rivelazioni fatte da Amara agli investigatori. In un interrogatorio, avrebbe raccontato di aver sostanzialmente “raccomandato” Conte affinché ottenesse una consulenza dalla società Acqua Marcia. La segnalazione, sempre secondo la dichiarazione resa dall’imprenditore, avrebbe permesso al futuro premier di ottenere un contratto e conferimenti di incarico per circa 400 mila euro, saldati solo in parte. All’epoca dei fatti, la società era controllata da Francesco Bellavista Cartagirone e si avviava a un concordato preventivo a causa degli ingenti debiti con le banche.

A consigliare il nome di Conte ad Amara, sempre stando alla ricostruzione dell’imprenditore riportata su Domani, sarebbe stato l’ex Udc Michele Vietti: Bellavista Caltagirone doveva far omologare al tribunale di Roma il concordato della sua azienda e la nomina del futuro premier come avvocato era considerata “fondamentale per riuscire a ottenere l’omologazione stessa”. Sarà ora la magistratura a occuparsi di verificare che Conte sia stato o meno “raccomandato” nell’occasione, con il diretto interessato che nel frattempo ha smentito categoricamente la circostanza: “Mai visto Amara in vita mia”.

Secondo Domani, Conte avrebbe in effetti ottenuto consulenze dalla spa di Bellavista Caltagirone per centinaia di migliaia di euro, affari probabilmente tutti leciti ma di cui fin qui nessuno aveva mai saputo nulla. Una vicenda sulla quale i magistrati milanesi al momento si muovono con cautela e per la quale non è stato aperto alcun fascicolo di reato. Non resta che aspettare e capire cosa ci sia di vero nelle parole di Amara.

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