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L’Europa ci impone il green pass: arriverà il 1 luglio e funzionerà così

C’è un Paese, non troppo lontano, che ha scelto di essere arbitro del proprio destino. Quel Regno Unito che dopo la Brexit ha avuto modo di gestire in piena autonomia l’emergenza Covid-19, che è tornato per primo a una vita più libera e con meno restrizioni e che, stando alle previsioni degli economisti, si prepara a vivere un boom clamoroso nei mesi che verranno. E poi ci sono gli altri, Italia compresa, rimasti a obbedire ai diktat di Bruxelles e a pagare puntualmente un prezzo altissimo per errori non propri. E costretti ora ad adeguarsi all’ennesima imposizione voluta dall’Ue e dai suoi fedelissimi, il green pass.

L'Europa ci impone il green pass: arriverà il 1 luglio e funzionerà così

Ignorando l’esempio di Londra, dove senza obblighi si è riusciti a contenere con efficacia la diffusione del virus, il Parlamento Europeo ha dato il via libera definitivo al famigerato green pass, il certificato digitale senza il quale i cittadini del Vecchio Continente non potranno viaggiare liberamente tra i Paesi dell’Unione. Chi non lo avrà dovrà sottoporsi a restrizioni e quarantene, un modo per costringere tutti a sottoporsi alla somministrazione pur senza introdurre obblighi specifici. Probabile che già nei prossimi giorni sarà siglato l’accordo definitivo tra gli Stati membri.

Dal 1 luglio il green pass sarà obbligatorio, con i Paesi che dovranno adeguare il sistema informatico e gli uffici per preparasi all’avvento del pass, che avrà un Qr code leggibile teoricamente in tutta Europa. I dati degli utenti saranno inseriti in una piattaforma che li raccoglierà a livello comunitario: il certificato spetterà ai vaccinati, che potranno ottenerlo 14 giorni dopo la somministrazione e per 9 mesi di durata, e le persone guarite dal Covid, per i quali però la validità sarà limitata a 6 mesi.

E chi non vorrà sottoporsi al vaccino? Sarà possibile ottenere il pass per viaggiare soltanto sottoponendosi a tampone, ma la validità del certificato sarà in questo caso limitata a sole 48 ore, con tutte le difficoltà del caso. Una limitazione della libertà personale a tutti gli effetti, accompagnata dai tanti interrogativi già sollevati dagli esperti sul fronte della tutela della privacy: non è ancora chiaro, infatti, come e da chi saranno conservati i dati, con l’Europa che continua a mantenersi molto, troppo sul vago in merito.

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