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L’ennesima presa in giro ai risparmiatori delle banche fallite

Cosa sta succedendo ai risparmiatori fregati dalle banche ancora in attesa dei soldi del Fir, il Fondo istituito teoricamente proprio per sanare queste ingiustizie ma di fatto mai entrato pienamente in funzione? Tanti giornali in queste ore si sono lanciati in articoli trionfalisti annunciando un rimborso del 100% in arrivo per chi ancora oggi paga il salatissimo conto dei crac degli istituti. Purtroppo, però, la realtà è ben altra e ancora una volta più che di una vittoria si può tranquillamente parlare dell’ennesima presa in giro a danno dei cittadini.

L'ennesima presa in giro ai risparmiatori delle banche fallite

Come chiarito in queste ore dall’associazione “Noi che Credevamo”, che riunisce i risparmiatori truffati, non c’è nessun rimborso totale all’orizzonte, anzi. Al momento della creazione del Fir, si erano messi sul piatto 1,5 miliardi di euro da dividere tra gli aventi diritto attraverso un piano di riparto. A ognuno sarebbe spettato il 30% della somma andata in fumo. I termini per presentare la domanda erano scaduti a giugno 2020, poi teoricamente si sarebbe dovuti passare alle erogazioni. I soldi, però, arrivavano a singhiozzo, e così ecco comparire un emendamento alla legge originale per velocizzare i tempi: anticipo immediato del 40% di quel 30% totale (quindi il 12%). La toppa, però, si è rivelata peggiore del buco.

L'ennesima presa in giro ai risparmiatori delle banche fallite

I risparmiatori che hanno visto qualche soldo sono stati, infatti, pochissimi. E così ecco arrivare un nuovo emendamento, sull’onda delle proteste, per correggere l’emendamento successivo. Visto che di fatto si procedeva a rilento e soltanto con il 12% della somma spettante a ogni cittadino, si è di fatti tornati alla situazione originale: nessun anticipo di una percentuale inferiore, riconoscimento della quota prevista dalla legge originale “ove ciò non pregiudichi la possibilità di trattamento”. Insomma, si torna al vecchio 30%.

L'ennesima presa in giro ai risparmiatori delle banche fallite

Meglio così? Sicuramente. Ma i toni con cui si è celebrata una presunta svolta nelle procedure di rimborso sono decisamente fuori luoghi. La realtà, piuttosto, è che al momento vengono chiuse 500 pratiche al mese a fronte di oltre 144 mila da gestire. Di questo passo, c’è il serio rischio che molti cittadini non vedano mai i soldi che spettano loro. Il motivo dei ritardi? La mancanza di un piano efficace per la ripartizione, visto che i dati in merito al numero di persone da indennizzare, alle banche alle quali erano legate e alle somme loro spettanti continuano a essere parziali. Da festeggiare, non c’è assolutamente nulla.

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