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Le due facce dell’America: aumentano i contagi ma l’economia rialza la testa

Nell’inferno di una crisi senza precedenti e che continua a far registra numeri in crescita sul fronte contagi e decessi nel territorio americano, per i cittadini Usa è arrivata in queste ore almeno una buona notizia: i dati diffusi dal ministero del Lavoro parlano infatti di 4,8 milioni di persone che nel mese di giugno hanno trovato un posto di lavoro, un numero quasi doppio rispetto alle previsione che si attestavano intorno ai 2,9 milioni. Un trend positivo del quale si erano viste le tracce già nelle settimane successive alla fine del lockdown, quando la disoccupazione si era abbassata dal 15 al 13,3%. Oggi, sempre secondo le ultime rilevazioni, è ulteriormente calata all’11%.

Le due facce dell'America: aumentano i contagi ma l'economia rialza la testa

Numeri che sicuramente non sono sufficienti, da soli, a far tirare un sospiro di sollievo a un Paese ancora alle prese con i terribili effetti di una pandemia che complessivamente ha fatto registrare quasi 2 milioni e 800 mila casi di contagio, con 130 mila morti. Ma che hanno avuto almeno l’effetto di ridare fiducia anche alle borse, preoccupate dalle conseguenze della crisi sanitaria: prima Wall Street e poi le sedi europee hanno tutte fatto registrare dei rialzi, con Milano andata su di 3 punti. Il tutto mentre il mercato dell’auto, completamente fermo o quasi in altri Paesi, faceva registrare segnali incoraggianti di ripresa.

Le due facce dell'America: aumentano i contagi ma l'economia rialza la testa

Segnali in netta controtendenza rispetto a quelli che arrivano dal resto del mondo, Italia in primis: le ultime stime rese note dalla Banca Centrale Europea parlano di 5 milioni di nuovi disoccupati che potrebbero fare capolino nel Vecchio Continente entro la fine del terzo trimestre, numeri che in caso dovesse verificarsi una seconda ondata di coronavirus potrebbero addirittura raddoppiare. Uno scenario apocalittico, insomma, che solleva ancora una volta interrogativi rabbiosi sul diverso modo di gestire l’emergenza economica.

Le due facce dell'America: aumentano i contagi ma l'economia rialza la testa

Perché tralasciando gli errori commessi nell’affrontare la diffusione del virus, è chiaro che gli Stati Uniti (e non solo) hanno potuto beneficiare di una politica economica basata su una banca centrale indipendente e pronta a intervenire nel momento del bisogno senza dover fare i conti con il rigore imposto da questo o quello Stato, come accade invece in Europa. Le iniezioni di liquidità e le politiche aggressive degli ultimi mesi, non a caso rivendicate da Trump come personali successi, sono stati la molla giusta per evitare che il tessuto sociale si deprimesse, schiacciato dalle difficoltà. Strumenti che dall’altra parte dell’Oceano resteranno per noi illustri sconosciuti fino a quando rimarremo alle dipendenze di Bruxelles.

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