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L’Avvocato e “l’amico Romano”: il M5S che verrà lo disegnano Conte e Prodi

Il futuro del Movimento Cinque Stelle si decide, in questi giorni concitati, sull’asse Roma-Bologna. Ovvero, la distanza che separa Giuseppe Conte da Romano Prodi, con il quale l’Avvocato del Popolo ha contatti costanti, alla ricerca di consigli preziosi su come muoversi ed evitare pericolosi tranelli. I due, d’altronde, erano soliti scambiarsi pareri anche prima dell’avvento di Mario Draghi. Ora, con Conte in procinto di diventare leader politico pentastellato, le chiamate si sono intensificate con Prodi che, come raccontato dal Foglio, ha iniziato anche a scherzarci su: “D’altronde dal Pd mi chiamano in pochi”.

L'Avvocato e "l'amico Romano": il M5S che verrà lo disegnano Conte e Prodi

Conte e Prodi insieme, dunque, per decidere come sarà il Movimento che verrà, quello della svolta ecologista, del definitivo addio ai propositi riottosi contro la vecchia casta politica, saldamente a braccetto con il Pd. Un idillio, quello tra i due ex presidenti del Consiglio, iniziato in quel 2019 animato dallo strappo di Matteo Salvini che portò alla fine del governo gialloverde e all’avvicinarsi dei Cinque Stelle ai dem di Nicola Zingaretti. Da lì in poi, un crescendo di messaggi e telefonate per parlare di politica interna, economia, un filo che non si è spezzato col passare dei mesi, anche durante la gestione della pandemia.

L'Avvocato e "l'amico Romano": il M5S che verrà lo disegnano Conte e Prodi

Non a caso il Foglio ha ribattezzato Prodi “l’amico Romano”, nell’affrontare il suo rapporto con il futuro leader del M5S. Un consigliere al quale rivolgersi soprattutto durante le difficoltà, come quelle che sta affrontando in queste settimane Conte: Grillo, Di Maio e i big del Movimento lo hanno scelto come guida del futuro, lui prima di accettare l’incarico vuole però sciogliere i tanti nodi Cinque Stelle. I dissidenti, il ruolo della piattaforma Rousseau, la presenza di Davide Casaleggio, la governance del partito. Tutte ostacoli da superare in partenza, per non compromettere sul nascere il nuovo M5S.

L'Avvocato e "l'amico Romano": il M5S che verrà lo disegnano Conte e Prodi

Fa sorridere amaro, se non piangere, l’idea che a plasmare il Movimento saranno Conte e Prodi, due figure lontanissime dal modello di esponente Cinque Stelle che soltanto qualche anno fa eravamo abituati a immaginare. Europeisti, tutt’altro che rivoluzionari, abituati a obbedire prima ai diktat di Bruxelles e poi, se avanza del tempo, alla volontà degli italiani. L’ennesimo segnale del fallimento assoluto di quel progetto portato in piazza da Grillo in un’epoca ormai talmente remota da confondersi con la fantasia.

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