in

L’asso nella manica di Casaleggio. Ecco perché farlo fuori potrebbe non essere così facile

Mentre alcune placche nel sottosuolo, ad altissima temperatura, hanno già iniziato a scontrarsi, altre iniziano ad allinearsi in previsione dello scontro. C’è un impedimento di cui si dovrebbe occupare chi vuole ‘togliere di torno’ Davide Casaleggio.  

Sottrarre la piattaforma al controllo di Casaleggio junior non rappresenterebbe infatti l’unico ostacolo, da sbrogliare sarebbe anche il nodo sulla proprietà del simbolo del M5S. Il simbolo, di proprietà di Beppe Grillo, concesso dallo stesso nel 2018 in uso gratuito all’Associazione Rousseau, che possiede il controllo anche della piattaforma su cui vengono prese tutte le decisioni del movimento. A chiedere la rimozione della titolarità del logo di Beppe Grillo e Davide Casaleeggio mediante una mozione, ci sarebbero una 50ina di deputati, tra cui Giuseppe Brescia, Cosimo Sibilia e Dalila Nesci. Ora i frondisti chiedono che il simbolo venga consegnato all’organizzazione politica.  

Mentre non si placa la guerra contro Rousseau e Casaleggio, c’è chi occupa la sua mente per escogitare il modo di far saltare l’elezione del nuovo capo politico. Sembrerebbe essere proprio questo al centro del mirino di Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri non vuole azzardare le mosse e teme la candidatura del premier Giuseppe Conte con la discesa in piazza di tutta la sua corte. Ipotesi questa che per il Di Maio andrebbe subito eliminata e risolta sostenendo la tesi della segreteria politica e piazzando due o tre fedelissimi all’interno della segreteria. Così averne il controllo sarebbe un gioco da ragazzi! Stando a quanto riferisce il Giornale “già circolano i nomi dei potenziali candidati: Leonardo Donno, Iolanda di Stasio, Cosimo Adelizzi”. Sempre il quotidiano riferisce che  l’intenzione di Di Maio sarebbe quella di non abbandonare l’incarico di Ministro e guidare il Movimento dalla Farnesina.

Mario Draghi senza vergogna: da architetto dell’austerità a “salvatore” dei giovani

La scuola si ribella al governo e attacca la Azzolina: “Così non si può ripartire”