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La virologa Capua: “Il vaccino? Sarà lento. E non basterà subito per tutti”

Il vaccino è in arrivo? Probabilmente sì, per fortuna. Ma ci vorrà del tempo, parecchio, prima che tutta la popolazione mondiale possa dirsi al sicuro. Tempo durante il quale i governi, quello italiano in primis, dovranno trovare il modo di aiutare nella maniera più efficace una popolazione costretta a sottostare, ancora una volta, a pesanti restrizioni. Una previsione che arriva dalla virologa italiana che lavora in Florida Ilaria Capua, che attraverso le pagine del Corriere della Sera ha spiegato: “Impossibile sperare che una soluzione arrivi a breve. E comunque, anche quando ci sarà, non sarà subito disponibile per tutti”.

La virologa Capua: "Il vaccino? Sarà lento. E non basterà subito per tutti"

“Pensate al vaccino per l’influenza – ha spiegato Capua – lo sappiamo fare e distribuire eppure non si trova. In questo momento di crisi non si riesce a fare l’upscaling delle dosi di vaccino anti-influenzale per produrne abbastanza. Ad oggi un vaccino per il Covid innanzitutto non c’è. Secondo, non abbiamo certezza che quelli in via di sviluppo siano efficaci. Terzo, non sappiamo neanche se l’efficacia possa essere raggiunta con una dose o se ce ne vorranno di più, perché alcuni coronavirus sono dei pessimi immunogeni”.

La virologa Capua: "Il vaccino? Sarà lento. E non basterà subito per tutti"

Secondo la virologa, inoltre, “vi sono anche dei colli di bottiglia legati alle aziende che producono il vaccino. Hanno una pipeline, ovvero passaggi obbligati per la produzione. Un pasticciere che sforna 100 torte al giorno può arrivare a farne 500, ma non 5 milioni. Se il mondo può produrre per unità di tempo cento milioni di dosi, noi siamo comunque sette miliardi, ed è giusto che siano garantite le dosi per i lavoratori degli ospedali e dei trasporti essenziali, perché se si fermano loro si ferma di nuovo tutto. E ovviamente anche per le persone più fragili. Quando i vaccini saranno pronti, dovranno essere somministrati in maniera organizzata”.

Insomma, “al primo giro non ci sarà abbastanza vaccino per tutti” è la sintesi di Capua. Che ha concluso: “Nell’attesa, bisogna innanzitutto arrivare all’immunità di gregge. Per farlo dobbiamo far girare il virus lentamente, se accelera avremo invece pecore morte. Bisogna stare lontani e distanziarsi in modo che l’indice di contagio sia basso, mantenere sotto la soglia la circolazione virale e immunizzarsi piano piano. Poi il vaccino darà il suo contributo. Trump? Gli hanno fatto una cura potentissima, con i monoclonali più l’antivirale, il cortisone e una terapia di sostegno. Adesso va in giro perché protetto, dovrebbe essere al sicuro da qua a gennaio”.

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