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La trappola del Qr code al posto delle multe. Ecco come ci costringono alla schedatura digitale

Pubblicato il 28/06/2022 19:00

Novità in arrivo sulle multe stradali. Al posto del classico foglietto sotto il tergicristallo, gli automobilisti nelle grandi città sempre più spesso stanno trovando un codice tramite cui i sanzionati possono accedere alla notifica del verbale. Vista la totale assenza dei dati principali della vettura e della violazione, per i più tecnologici potrebbe trattarsi di una soluzione funzionale, ma per quelli meno avvezzi all’uso dei Qr Code potrebbe diventare una grossa complicazione.
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Verbale addio

Dunque, verbale addio. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, il Codice della Strada prevede con l’articolo 201 (quello relativo alla notifica) che gli agenti o gli ausiliaria del traffico possano informare gli automobilisti dell’infrazione anche in assenza del trasgressore. Come dicevamo, ultimamente capita sempre più spesso che, soprattutto nelle grandi città, sotto il tergicristallo ci si trovi soltanto un tagliando con un QR Code, che non include nemmeno i dati principali come ad esempio tipo e targa del veicolo, ora dell’accertamento e tipo di infrazione. Bisogna precisare che il sistema di notifica è legale, ma la questione rimane comunque controversa per il suo utilizzo pratico.
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Per vedere la multa servirà lo Spid

Per una verifica immediata, l’automobilista può accedere sui siti dedicati al cosiddetto Fascicolo del Cittadino, dove per entrare è necessario crearsi un account con lo Spid. Successivamente si potrà verificare il tipo di contestazione ed, eventualmente, pagare l’ammenda. In tal modo il documento sarà scaricabile solo dal diretto interessato, ma ciò significa che anche presentandosi con il QR Code presso gli uffici della Polizia Municipale, gli addetti non avranno possibilità di prendere visione del verbale dettagliato, il quale sarà disponibile soltanto in un secondo momento. Una situazione che crea non pochi imbarazzi nel rapporto tra agenti e automobilisti.
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Ricorsi digitali

Come sempre, nell’ambito della digitalizzazione ci sono pro e contro. In questo caso il sistema prevede che sia possibile contestare direttamente sul sito la contravvenzione, a patto che si riscontri un errore grossolano. Successivamente, la stessa amministrazione può richiedere al Prefetto l’annullamento del verbale se stabilisce che non è redatto in maniera completa o esaustiva. L’ultima istanza è quella del ricorso, anche davanti al Giudice di Pace. Tutto come da prassi insomma, ma digitalizzato.
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Gli sconti sulle sanzioni

Come per le multe “tradizionali”, se il versamento avviene entro 5 giorni dalla contestazione, l’automobilista ha diritto a uno sconto del 30%. Benché la riduzione sia prevista anche per chi riceve il verbale direttamente a domicilio, in tal caso scatta anche l’addebito delle spese di notifica, che però possono anche superare l’entità dello sconto. Se il pagamento avviene entro 60 giorni va corrisposta l’intera somma minima. Scaduto tale termine, o in caso di rigetto del ricorso da parte delle autorità, la cifra da versare sarà il doppio di quella minima. La massima sanzione scatta quando il trasgressore decide di non pagare.

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