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“La sofferenza unisce!”, il grido di battaglia di Ivana, danneggiata dal vaccino. Al via il suo evento benefico

Pubblicato il 25/08/2022 18:01 - Aggiornato il 26/08/2022 07:26

E’ passato poco più di un anno da quel 24 luglio del 2021. Quel giorno la vita di Ivana Mazzarella è cambiata per sempre. Prima del calvario iniziato proprio in quel giorno Ivana sprizzava vitalità ed energia da tutti i pori. Da allora, però, il suo fisico ha avuto più di qualche problema, costringendola ad una lunga serie di sventure, affrontate ogni volta con quella forza d’animo che non è mai venuta meno. Ivana Mazzarella, di Albano Laziale, è stata tra i primi coraggiosi ad esporsi per raccontare quell’odissea che sono gli effetti avversi da vaccino anti-Covid. Una storia illustrata nel dettaglio in una video intervista pubblicata lo scorso autunno da Castelli Notizie.
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Proprio in quell’intervista Ivana, Operatrice di tecniche posturali e riabilitazione del pavimento pelvico e della diastasi, raccontò la sua orribile esperienza a seguito della vaccinazione contro il Covid-19, effettuata presso l’Ospedale dei Castelli di Ariccia il 19 giugno (prima dose) e 24 luglio 2021 (seconda dose). Proprio con la seconda dose inizierà il suo personale calvario. Lei che, come tanti altre persone convinte dalla bugie messe in piedi dall’infernale macchina della propaganda, si presentò al centro vaccinale con la forte convinzione che il vaccino fosse l’unica soluzione contro il dilagare del Coronavirus. Ma soprattutto che fosse assolutamente sicuro, come raccontato da tutti i media a reti unificate.
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Intervistata nuovamente da Castelli Notizie all’anniversario dell’inizio dei suoi problemi, Ivana ha spiegato: «Il 24 luglio dello scorso anno cominciava questo inferno, che mai avrei pensato durasse così tanto. Ero andata da sola come la prima volta, del resto ero serena, tranquilla ed in salute. Sono uscita dall’Ospedale dopo tre ore con crisi ipertensive, tachicardia, calore e pressione toracica e tanta tantissima paura di morire», racconta commossa. «Non immaginavo, allora, che sarebbe cominciata la mia battaglia e quella di tantissime persone legate dalla stessa sfortuna». Una battaglia combattuta anche in memoria di chi ci non ce l’ha fatta; perché, in fondo, anche se Tg e quotidiani nazionali faticano a parlarne, a causa dei vaccini di persone ne sono morte. E, purtroppo, non poche.
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«L’incubo è cominciato mezz’ora dopo la seconda inoculazione del vaccino Pfizer. Un anno di sofferenza fisica, mentale e morale. Sì, morale, visto che veniva messa in dubbio la mia sofferenza anche dagli stessi medici. D’altronde, solo dopo ho capito che ci sono medici e medici…quelli che non sanno dare risposte si nascondono dietro l’ansia o il panico. E intanto è passato un anno della mia vita, che non è più vita, ormai», racconta rattristita. Più volte, in questi mesi, da Ivana è partito l’accorato e coraggioso appello alle istituzioni, al grido “NON LASCIATECI SOLI”; lei che ha messo in questa lotta tutta la propria energia, anche e soprattutto in favore di chi è stato lasciato solo, a combattere una battaglia impari. La sua odissea, coincisa in una lunga serie di esami e ricerche, sostenute con un esoso esborso economico, ha oggi un nome e cognome, quello di una diagnosi ormai certa: mio-pericardite da vaccino.
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Ma nel frattempo Ivana non si è data per vinta, anzi tutt’altro. Combatte affinché nessuno sia lasciato solo. E lei, nel suo piccolo, fa la sua parte, combattendo una battaglia di sensibilizzazione, contro ogni tipo di oscurantismo, mediatico e delle coscienze. Ora ha organizzato un evento benefico nella sua città, Albano Laziale, affidando ai social l’illustrazione della sua iniziativa: «Io ci metto la faccia! Mi chiamo Ivana Mazzarella ho 48 anni, sono un’ operatrice di tecniche posturali e riabilitative del pavimento pelvico. Sono una danneggiata da vaccino in seconda dose Pfizer con miopericarditi recidivanti e problemi neurologici abbastanza invalidanti ancora presenti nonostante sia passato più di un anno. Ero sanissima fino a prima del vaccino del resto vivevo di attività motoria. Ho deciso insieme ad un gruppo di reazioni avverse di organizzare a Roma una “camminata solidale ” grazie al format STREET WORKOUT Italia. Il 17 settembre durante la camminata saremo sostenuti dall’ intervento di diversi volti noti di medici, legali e presidenti di diverse associazioni».
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Per partecipare bisognerà prima iscriversi all’evento online. Il ricavato sarà dato in beneficenza a favore dei danneggiati con difficoltà a potersi curare per via della perdita del posto di lavoro e che hanno terminato i loro risparmi per potersi curare. «Noi “reazioni avverse” saremo il collante di tutta quella gente che è stata divisa per quasi due anni. La sofferenza UNISCE! Il nostro motto? Vaccinati, danneggiati e abbandonati! Vi aspettiamo tutti a Roma», scrive entusiasta Ivana. Complimenti a lei per l’iniziativa, la forza ed il coraggio.

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