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La crisi frena i sogni degli aspiranti genitori: 10 mila nati in meno in Italia

Paura e incertezza sono le parole d’ordine dell’Italia all’epoca del Covid-19, un Paese che vede le proprie diseguaglianze sociale addirittura inasprirsi a causa della crisi economica e dove tante famiglie che si trovavano a ridosso della soglia di povertà si trovano precipitate in una nuova dimensione, molto più difficile. Segnali che hanno come naturale conseguenza, tra le altre, quella di scoraggiare le coppie dal fare figli, principalmente per il timore che i risparmi possano andare in fumo nel giro di pochi mesi: secondo l’ultimo rapporto dell’Istat, la denatalità farà registrare “poco meno di 10 mila nati ripartiti per un terzo nel 2020 e per due terzi nel 2021”. Il tutto nonostante le aspirazioni di molti italiani che sognano, un giorno, di diventare genitori.

La crisi frena i sogni degli aspiranti genitori: 10 mila nati in meno in Italia

Meglio però rimandare a quando la situazione offrirà qualche certezza in più. Anche perché tra le conseguenze dell’emergenza ce n’è un’altra, che fa paura: sul fronte dell’occupazione il 12% delle imprese italiane sta valutando l’ipotesi di effettuare dei tagli al personale. Per quanto riguarda le categorie più colpite dalla crisi, aumentano invece le diseguaglianze a svantaggio delle donne, dei giovani e dei lavoratori del Mezzogiorno: con maggiore frequenza si tratta di lavoratori a tempo determinato e a tempo parziale, specie involontario, che occupano posizioni lavorative ad alto rischio di marginalità e di perdita del lavoro.

La crisi frena i sogni degli aspiranti genitori: 10 mila nati in meno in Italia

L’anomalia di questa pandemia, che si è abbattuta con maggiore intensità sul settore dei servizi a differenza di quanto accadeva con altre crisi del passato, ha fatto sì che siano le donne e i giovani a rimetterci maggiormente: i ragazzi tra i 25 e i 34 anni, sempre secondo l’Istat, sono infatti 10 punti di tasso di disoccupazione sotto gli standard del 2008, una situazione che nei prossimi mesi potrebbe anche peggiorare. Ma a pagare dazio sono anche gli irregolare, figure alle quali si ricorre molto spesso nel nostro Paese nella ristorazione e nel turismo.

La crisi frena i sogni degli aspiranti genitori: 10 mila nati in meno in Italia

Una crisi che si è abbattuta in maniera feroce anche sui bambini, colpiti dalla chiusura delle scuole imposta dalla diffusione del coronavirus. Considerando come nel biennio 2018-2019 il 12,3% dei minori compresi nella fascia di età 6-17 anni non aveva accesso a un pc o a un tablet, ecco che il rischio di fortissime disuguaglianze aumenta. Soprattutto al Sud, dove la quota di ragazzini che non ha la possibilità di connettersi con frequenza sale addirittura al 19%.

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