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Jobs Act, rincari in bolletta, cooperative “truffa”: i nemici da abbattere per dimostrare che il M5S esiste ancora

Qualcosa non torna nella recente metamorfosi del Movimento Cinque Stelle, iniziata con i primi ammiccamenti al Pd, prima dell’esplosione dell’amore, e proseguita oggi con le prove di intesa in vista delle prossime Regionali, alle quali rossi e gialli potrebbero presentarsi sorprendentemente mano nella mano. Impossibile, avremmo detto tutto fino a qualche tempo fa. Quando ancora i pentastellati erano l’espressione del popolo lontano dai palazzi, orfano di diritti dei quali si sentivano ingiustamente privati e pronto ad alzare la voce.

Altri tempi, verrebbe da dire oggi. La Santa Alleanza è possibile, oggi, sulla base di un nome condiviso, espressione della società civile: Brunello Cucinelli, il re del cashmere. Imprenditore di successo, indubbiamente. Persona intelligente, colta. Perfetta espressione di un mondo come quello dem, decisamente meno compatibile con quel movimento popolare che risponde invece alla sigla M5S. La riprova di come i grillini stiano iniziando a trovarsi a loro agio nei salotti buoni, quelli altolocati.

Una strada senza ritorno? Forse no, anche se l’attuale fotografia del Movimento è lontanissima da quella del partito che raccoglieva consensi tra chi si sentiva derubato delle proprie certezze in nome della flessibilità, del sacrificio e del bene per le generazioni future. Per ritrovarsi, i Cinque Stelle dovranno iniziare a sfidare i dem su un terreno più vicino al loro dna, a partire da quell’articolo 18 che permetterebbe di seppellire una volta per tutte il Jobs Act, un fallimento certificato su tutta la linea.

Una maggiore tutela dei lavoratori, a partire dai turni domenicali. Agevolazioni che permettano anche alle piccole realtà commerciali di sopravvivere. Una guerra aperta a quelle false cooperative che sono ormai diventate strumento per umiliare le persone, piuttosto che un aiuto ai lavoratori. I rincari arbitrari delle bollette. Tanti temi, tante possibili battaglie da portare avanti per tirare il Pd dalla propria parte, lontano dagli sfarzi dell’establishment, senza farsi di contro tirare. Per ricordare cosa c’è dietro il nome Movimento Cinque Stelle.

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