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Israele, boom di contagi e ricoveri: il 58% dei pazienti gravi ha la doppia dose di vaccino

Dopo il caso Islanda, l’isola del “tutti vaccinati” dove sono riesplosi i contagi, ecco arrivare un’altra conferma da Israele, dove nelle ultime 24 ore sono quasi 4.000 i contagi da coronavirus secondo i dati del bollettino giornaliero del ministero della Salute e riportati da Ynet. Si parla di altri 3.818 israeliani risultati positivi al test per il Covid-19 e di un tasso di positività rispetto al numero di esami effettuati arrivato al 3,78%. Si tratta, scrive il Jerusalem Post, del bollettino più preoccupante da inizio marzo. (Continua a leggere dopo la foto)

Inoltre, con altri 15 decessi da lunedì mattina il Paese registra il bilancio più grave da quattro mesi. I pazienti in condizioni definite gravi sono 221, nove in più rispetto a ieri, 66 in più – sottolinea ancora il giornale – rispetto a martedì scorso. Secondo i dati del ministero della Salute, aggiunge Haaretz, il 42% dei pazienti in condizioni gravi non è vaccinato contro il coronavirus. Il ché vuol dire che il 58% dei paziente gravi è in realtà vaccinato con doppia dose. (Continua a leggere dopo la foto)

I casi attivi, riporta Ynet, sono 22.345 e sono 6.492 le vittime dall’inizio della pandemia. Il gabinetto ministeriale di Israele per il coronavirus intanto ha stabilito nuove restrizioni. A partire dal 20 agosto, infatti, sarà di nuovo operativo il sistema completo del Green pass. A partire da domenica, le mascherine saranno obbligatorie in tutti gli incontri all’aperto e anche un genitore vaccinato o in guarigione che si prende cura di un bambino in quarantena di età inferiore ai 12 anni dovrà isolarsi. (Continua a leggere dopo la foto)

Inoltre, gli uffici governativi di Israele lavoreranno con solo il 50% della loro forza lavoro di persona e il settore privato sarà incoraggiato a fare lo stesso. Inoltre, saranno formulati criteri più rigorosi per porre ai paesi il divieto di viaggio, lasciando un gruppo molto limitato di nazioni da visitare liberamente dagli israeliani senza la necessità di mettersi in quarantena al loro ritorno, indipendentemente dal loro stato di immunizzazione. Beh, non c’è che dire: il vaccino è stata davvero l’arma per tornare alla normalità, vero? Boom di contagi e il 58% dei pazienti gravi ha due dosi.

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