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Invece del risarcimento arriva una maxi-cartella esattoriale: l’assurda storia di Arianna

Pubblicato il 17/11/2021 09:39

Una cartella dell’Agenzia delle Entrate con una cifra mai vista, la bellezza di 81.544 euro da pagare come “Imposta principale di registro e accessori”. A vedersela recapitare è stato Eugenio Manzo, padre di Arianna, una bimba condannata a una totale disabilità a causa di un grave errore medico. Proprio per questo bruttissimo episodio, il tribunale ha emesso una sentenza in primo grado contro l’ospedale Cardarelli di Napoli, costretto a risarcire la famiglia della giovane. In attesa di quei soldi, però, ecco invece arrivare a casa una maxi-cartella del Fisco.

A raccontare questa assurda storia è il Corriere della Sera. Arianna, che oggi è diventata per tutti “la bambina di legno” a causa dei suoi gravi problemi di salute, era in realtà nata senza problemi, come confermato dai pediatri che l’avevano seguita. Poi, a due mesi e mezzo di vita, era stata colpita da una bronchiolite acuta. “Portata all’ospedale di Cava de’ Tirreni, viene presto trasferita in ambulanza al Cardarelli di Napoli, il più grande ospedale del Sud. Lo smistamento, racconterà il suo avvocato Mario Cicchetti, avviene a bordo dell’autoambulanza, in braccio alla madre, con il medico collocato nella cabina dell’autista e quindi impossibilitato a monitorare, in tempo reale, le sue condizioni cliniche. In spregio ad ogni linea guida vigente all’epoca, come ora”.

Invece del risarcimento arriva una maxi-cartella esattoriale: l'assurda storia di Arianna

Ad Arianna, ricoverata in terapia intensiva pediatrica, era stata così diagnosticata una “broncopolmonite strafilococcica”. Secondo i genitori, i medici avevano successivamente deciso di usare “il tiopental sodico, che nelle dosi giuste può andare anche bene per indurre un’anestesia, ma non può essere utilizzato per due settimane consecutive in terapia intensiva pediatrica, come spiegano le linee guida fissate già nel 1981, cioè ventisei anni prima, per il documentato tasso di complicanze individuabili nell’incidenza delle sequele neurologiche”. La piccola ha riportato un danno irreversibilie al sistema nervoso centrale. L’ospedale ha tentato di difendersi, ora è arrivata la sentenza in primo grado che invece dà ragione ai genitori della bambina e costringe la struttura al pagamento di 3 milioni di euro. In teoria con effetto immediato, ma ovviamente i parenti di Arianna non hanno ancora visto un centesimo.

L’ospedale ha fatto ricorso in appello, ma ha chiesto anche che l’ordine esecutivo di pagare il dovuto venga sospeso. Una cifra che permette alla famiglia di Arianna di far fronte alle tante spese necessarie per sostenere la figlia, oltre che a prendere in affitto una casa migliore di quella in cui al momento vivono, con barriere architettoniche che rendono difficile ogni spostamento della ragazzina. Sospesione confermata effettivamente dal tribunale il 13 luglio 2020. Una vicenda che non trova ancora una soluzione, nonostante gli impegni della politica (ci aveva messo la faccia Vincenzo De Luca), tutti fin qui vuoti. Nel frattempo, però, è arrivata la maxi-cartella esattoriale. Al peggio, certe volte, non c’è davvero fine.

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