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“Impossibile prevedere oggi gli effetti avversi dei vaccini”: l’ammissione choc di Big Pharma

Ci viene ormai detto ogni giorno, dalle televisioni e dai giornali, di cancellare l’espressione “effetti avversi” dal nostro vocabolario e fidarci ciecamente dei virologi-santoni che osannano i vaccini. Anzi, chi ancora avanza dubbi non può che essere bollato come un pericolo “No Vax” da mettere alla gogna. Nonostante il clima quasi dittatoriale, la domanda è però strettamente attuale: siamo in grado, oggi, di prevedere davvero gli effetti dei farmaci anti-Covid sul nostro corpo? Secondo il CEO di Moderna, una delle aziende che produce gli stessi vaccini, la risposta è no.

Il Fatto Quotidiano ha riportato in queste ore le parole dell’amministratore delegato di Moderna Stéphane Bancel, che ha ammesso: “Se vuoi dati scientifici perfetti sulla sicurezza devi aspettare 10 anni. Noi ci siamo presi molti rischi finanziari, non l’avremmo mai fatto per un vaccino tradizionale”. La conoscenza che abbiamo dei farmaci attualmente a disposizione, dunque, non è completa, con flussi di dati in continuo aggiornamento.

E d’altronde, basta dare un’occhiata alle politiche adottate dai governi europei per capire come l’incertezza regni ancora sovrana. Svezia e Danimarca hanno deciso di interrompere la somministrazione del vaccino Moderna per i giovani, allarmate da un aumento dei casi di miocarditi e pericarditi. La Francia ha invece sconsigliato la terza dose con Moderna. I dubbi, soprattutto intorno all’impatto sulla popolazione più giovane, restano.

La Germania nel frattempo ha elencato cinque casi di decessi sospetti da vaccino in ragazzi compresi nella fascia d’età 12-17 anni, su un totale di 2 milioni di minori che hanno ricevuto la somministrazione. L’ultimo episodio in questo senso è stata la morte di un dodicenne, scomparso a due giorni di distanza dal “booster”: per l’autopsia, la vittima avrebbe avuto una patologia preesistente, un’infiammazione del muscolo cardiaco sconosciuta ai genitori. Il caso continua però a tenere banco sui giornali.

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