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Il patrimonio di Draghi: società in Georgia, trust e 2 case a Londra

Un trust, un conto da oltre 600 mila euro a Francoforte, una società in Georgia, una casa a Londra dal valore di circa 2 milioni di sterline. Le dichiarazioni su immobili e patrimoni del premier Mario Draghi hanno scatenato, e non poco, la curiosità degli italiani nelle scorse ore, quando siti e giornali hanno iniziato a diffondere notizie sui suoi (non pochi) possedimenti. Con particolare attenzione rivolta a quel “blind trust”, il fondo cieco che l’ex presidente Bce annunciò di aver creato nel 2006, anno in cui vendette le azioni Goldman Sachs.

Il patrimonio di Draghi: società in Georgia, trust e 2 case a Londra

A ricostruire la storia del fondo, gestito ufficialmente da un amministratore che non comunicava a Draghi gli investimenti onde evitare conflitti di interessi, è stato in queste ore il Fatto Quotidiano. Che ha sottolineato come esista “un legame tra un paradiso fiscale e i beni della famiglia del premier”, che nel 2006 “ha girato la proprietà di una casa londinese a una società con base in Georgia, Stato americano che vanta una bassa fiscalità e una bassa trasparenza”. Non l’abitazione londinese dichiarata da Draghi e di cui tutti hanno parlato in queste ore, però, ma una seconda dal valore di circa 2 milioni di euro nella zona di KnightsBridge, per quale “non c’è traccia di dichiarazione”.

La casa sarebbe stata girata da Draghi a una società americana, la SFG International LLC, con sede in Georgia. Fonti vicine alla famiglia del premier hanno replicato al Fatto, spiegando che “la SFG International LLC è della moglie dello stesso Draghi e paga le imposte nel Regno Unito perché l’immobile, che non è locato e non genera reddito, è a Londra. La società ha soltanto un obbligo di ‘reporting’ negli Usa, assolto regolarmente”. Il tutto perché “le quote della società, e quindi della casa, erano inizialmente del trust. Allo scioglimento di quest’ultimo, è stato scelto di attribuire l’abitazione solo alla moglie e ai figli”.

Il famoso trust, dunque, non esiste più. Con fonti vicine a Draghi che hanno evidenziato come “anche i trasferimenti ai beneficiari sono stati tassati in Italia con aliquote ordinarie”. Resta il dubbio sul perché, in un periodo in cui l’attuale premier era presidente di Bankitalia, abbia creato in Georgia una società per gestire una casa a Londra. Secondo il Fatto, in questo modo “è difficile risalire al proprietario”. Guglielmo Maisto, professore di diritto tributario legato al premier, ha replicato che l’immobile non è comunque affittato e non c’è alcun reddito, quindi nemmeno alcun vantaggio fiscale.

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