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Il centrodestra veneto boccia la lotta ai cambiamenti climatici. E l’aula del Consiglio, di colpo, si allaga…

Pubblicato il 14/11/2019 10:55 - Aggiornato il 14/11/2019 16:49

Il centrodestra unito aveva bocciato degli emendamenti presentati per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, negandone l’importanza. E, per una bizzarra ironia della sorte, nel giro dei poche ore si è trovato a fare i conti con l’allagamento dell’aula consiliare. È successo in Veneto, dove i residenti si trovano ad affrontare l’emergenza maltempo che ha visto Venezia sprofondare sotto l’alta marea, con foto drammatiche che hanno fatto il giro dei social e una conta dei danni che di ora in ora si fa sempre più pesante.

A lanciare la notizia era stato il consigliere regionale Pd Andrea Zanoni: “L’aula consiliare si è allagata due minuti dopo che la maggioranza Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia aveva bocciato i nostri emendamenti per contrastare i cambiamenti climatici”. L’acqua era entrata nel consiglio regionale del Veneto, a palazzo Ferro Fini, lungo il Canal Grande.

Il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambietti, ha spiegato: “Le paratie antiallagamento non sono state sufficienti a contenere l’ondata di piena, né è stato possibile lasciare il palazzo, stante la difficoltà di manovra delle lance e il difficile accesso al pontile. Si è preferito garantire la sicurezza e rimanere quindi tutti a palazzo”. La marea aveva raggiunto a Venezia addirittura il metro e 87 di altezza, e secondo molti studiosi tra le cause che hanno portato a un disastro del genere ci sono anche i cambiamenti climatici con conseguente innalzamento dell’acqua dei mari, per lo scioglimento dei ghiacciai.

Poco prima che l’acqua iniziasse a penetrare nell’edificio consiliare, erano stati respinti degli emendamenti che chiedevano finanziamenti per le fonti rinnovabili, per le colonnine elettriche, per la sostituzione degli autobus a gasolio con altri meno inquinanti, per la rottamazione delle stufe e per ridurre l’impatto della plastica. Le opposizioni avevano sottolineato come la giunta Zaia non avesse messo in programma nessun intervento in questa direzione.

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