Vai al contenuto

Ibrahimovic ci mette la faccia e difende Djokovic: cosa ha detto sull’obbligo vaccinale

Pubblicato il 24/01/2022 10:03

Anche Zlatan Ibrahimovic ci mette la faccia e prende le difese dell’amico Novak Djokovic, espulso dall’Australia dove doveva partecipare all’Open di Melbourne, perché non in regola con la normativa sanitaria locale sull’obbligo vaccinale. “Nessuno dovrebbe essere costretto a vaccinarsi. Anche se vaccinarsi è il miglior modo per proteggersi”, dice a chiare lettere l’attaccante del Milan parlando dalle colonne del settimanale francese Journal du Dimanche. Intervistato in occasione dell’uscita, mercoledì, di “Adrenalina”, l’autobiografia scritta insieme alla firma della Gazzetta dello Sport Luigi Garlando, Ibrahimovic, dopo aver evocato gli anni al Psg, incoraggiando Mbappé a trasferirsi a Madrid, e dopo essersi complimentato anche con Josh Cavallo, il calciatore australiano che ha resa pubblica la sua omosessualità, parla anche del caso Djokovic. (Continua a leggere dopo la foto)

E Zlatan lo fa a modo suo, con una domanda a chi lo intervista: “Lei perché si è vaccinato?”. La risposta è chiara: “Per proteggermi e proteggere gli altri”. Da qui lo svedese approfondisce l’argomento: “Vaccinarsi per ragioni di salute non è lo stesso che per partecipare a un torneo di tennis. Chi si vaccina lo fa perché ci crede e pensa sia efficace contro la malattia. Ma ognuno ha la sua opinione. La gente non dovrebbe essere costretta a vaccinarsi solo per andare al lavoro. Io mi sono vaccinato perché penso sia il modo migliore per proteggermi, non per giocare a calcio”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sentenzia in conclusione Ibrahimovic: “Si tratta di due situazioni differenti”. Intanto per Djokovic arriva una buona notizia dalla Francia: potrà giocare il torneo del Roland Garros, in programma a Parigi dal prossimo 16 maggio al 5 giugno, anche se prima di allora non si sarà vaccinato contro il Covid-19. L’assist, del tutto involontario, arriva dal Parlamento francese e dalle nuove misure prese in Francia per contenere l’aumento dei contagi dovuti ad Omicron. (Continua a leggere dopo la foto)

Il nuovo passaporto vaccinale potrà essere attribuito anche a chi è guarito dal Covid da non più di sei mesi. Avendo contratto il coronavirus lo scorso 16 dicembre, Nole è coperto fino al 16 giugno, quindi pienamente in regola per essere al via.

Ti potrebbe interessare anche: “Non li abbiamo”. Paragone chiede i documenti sul vaccino ai minori, la risposta di Aifa è vergognosa