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Green pass a tappe, si parte già da agosto: la decisione di Draghi

Un green pass in due fasi, anzi tre. Mario Draghi è sempre più convinto di voler rendere il passaporto sanitario elemento fondamentale per aver accesso a una vita normale, limitando di fatto la quotidianità di chi ancora non si è convinto a ricevere la somministrazione. Il piano allo studio del premier prevede che già ad agosto inizino le prime restrizioni in questo senso: chi non avrà ancora effettuato la prima dose, non potrà partecipare a eventi pubblici né andare al ristorante o al bar.

Green pass a tappe, si parte già da agosto: la decisione di Draghi

A settembre, le cose peggioreranno ulteriormente: agli italiani saranno richieste entrambe le dosi di vaccino, e chi non le avrà ancora ricevute si troverà a fare i conti con le stesse limitazioni della prima fase, quindi niente eventi e niente locali. Infine, dalla metà di settembre in poi, anche i mezzi di trasporto diventeranno off limits per chi ancora non sarà in possesso di un certificato vaccinale completo. Nel frattempo, lo Stato di emergenza sarà esteso fino al 31 ottobre, forse addirittura fino alla fine dell’anno.

A spaventare l’esecutivo sono i dati che arrivano dai Paesi che confinano con noi, a partire da quella Francia che in queste ore ha registrato quota 18 mila nuovi positivi. Proprio questi dati, però, dovrebbero suggerire come i vaccini, pagati a peso d’oro alle multinazionali del farmaco, si sono rivelati col passare dei mesi inefficaci nella lotta al Covid. E invece i sostenitori di Draghi, con il Pd in primissima fila, continuano a invocare l’obbligo per tutta la popolazione e, di pari passo, la criminalizzazione di chi ancora nutre comprensibili dubbi in merito.

Le Regioni, dopo qualche resistenza iniziale, si sono a loro volta ormai rassegnate a cedere al ricatto: pur di poter continuare a garantire lo svolgimento di attività essenziali sul territorio, si dicono a loro volta d’accordo sull’introduzione di un green pass sempre più vincolante, mentre continua il braccio di ferro sui parametri che regoleranno il passaggio dalla zona bianca alla gialla o peggio. In ogni caso, i prossimi mesi rischiano di trasformarsi in un calvario per gli italiani, soprattutto per quelli che non accetteranno passivamente la nuova dittatura sanitaria.

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