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“Gli italiani dovranno rivaccinarsi. Ecco quando”. Il ritorno di Crisanti: il virologo detta la linea a Speranza

Pubblicato il 07/06/2022 10:16

Gli italiani dovranno davvero tornare presto a vaccinarsi? L’aumento dei contagi Covid in Portagallo va letto come un vero o proprio allarme o no? Domande alle quali ha cercato di rispondere il microbiologo Andrea Crisanti attraverso le pagine del Fatto Quotidiano, intervistato da Alessandro Mantovani. Spiegando che il recente boom di positivi è legato “alla variante Ba.5, che crea un picco di casi. Ma è presto per dire se il problema è reale. In Portogallo, a differenza del nostro Paese, non fanno i test fai-da-te a casa che sono una fonte incredibile di deviazione dei dati. L’aumento potrebbe anche essere apparente”.

Come ammesso ormai da qualsiasi esperto, la nuova variante del Covid “infetta i vaccinati, quindi se infetta una persona anziana o con più patologie, benché vaccinata, è probabile che la malattia sia grave”. Per Crisanti il problema è in parte anche legato “alla tipologia dei vaccini, che non proteggono contro l’infezione e durano troppo poco. Il Portogallo ha anche il problema di aver vaccinato tutti presto, quindi la protezione si è ridotta prima. Il prossimo Paese che potrebbe avere difficoltà per lo stesso motivo è l’Irlanda”.

I vaccini, insomma, non sono efficaci. Crisanti ha spiegato che ci sono “decine di altri vaccini in via di sviluppo, quindi c’è la speranza di averne presto di più efficaci. Ma dev’essere chiaro: non usciremo da questa situazione senza un vaccino con una durata più lunga di quelli che abbiamo. Le nuove versioni aggiornate dei vaccini a mRna? Sono già vecchie, in realtà. Le varianti che emergono adesso sono ancora diverse. Non sono nemmeno se valga la pena di corriere dietro alle varianti visto che il vaccino protegge ancora contro la malattia grave”.

Cosa fare, allora? Come altri virologi, Crisanti ha suonato in largo anticipo la carica: “Rivaccinare tutti, anche con questi vaccini. Non c’è altra alternativa. Anche i giovani? Dai 18 anni in su direi di sì, bisogna limitare la trasmissione”. Gli italiani, insomma, sono avvisati: neanche il tempo di tirare il fiato nei mesi estivi che a breve si ritroveranno davanti un autunno caldo, caldissimo. Con nuovi obblighi di vaccinazione e il tanto odiato Green pass pronto a rifare capolino.

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