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Gli albergatori scrivono a Conte: “I ristori non bastano, così non ce la faremo”

Una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Giueppe Conte, al ministro per i Beni Culturali Dario Franceschi e a quello per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. Per dire basta a una serie di provvedimenti che continuano a trascurare puntualmente le esigenze degli albergatori, piegati da mesi e mesi di restrizioni e dimenticati anche durante le festività, quando di fatto il volume di affari sarà ai minimi storici a causa delle restrizioni volute dal governo giallorosso. I rappresentanti di categoria hanno così deciso di alzare la voce, inviando un messaggio preciso all’esecutivo per far sentire le proprie ragioni.

Gli albergatori scrivono a Conte: "I ristori non bastano, così non ce la faremo"

“Ci rivolgiamo a Voi – si legge nel testo – a nome dei principali operatori del sistema alberghiero, poiché́ siamo stati senza alcun dubbio uno dei settori produttivi più colpiti, ed in modo drammatico, dalla pandemia. Nessun altro comparto ha registrato e subìto un disastro economico paragonabile a quello che stiamo vivendo. Nonostante questo, le misure statali di ‘ristoro’ non sono adeguate alle significative perdite che la filiera del turismo sta registrando, ed i provvedimenti previsti appaiono risibili, in particolare per gli operatori di medie e grandi dimensioni”.

“Il settore che rappresentiamo è strategico: attrae capitali e flussi turistici, anche internazionali, e contribuisce a produrre il 13% del PIL nazionale e a creare oltre 4 milioni di posti di lavoro. Generiamo un enorme mercato e consentiamo la scoperta e la fruizione del territorio, fatto di straordinarie attrazioni naturali e artistico-culturali, valorizzando così il Paese. Gli standard qualitativi che offriamo ogni giorno sono promotori e portavoce dell’accoglienza e dell’ospitalità̀ italiana, prerogative nazionali per le quali siamo riconosciuti in tutto il mondo. Per questa ragione, ci aspettiamo provvedimenti che riconoscano il nostro ruolo”.

Gli albergatori scrivono a Conte: "I ristori non bastano, così non ce la faremo"

“Le misure contenute nei vari provvedimenti degli ultimi 9 mesi e i Decreti Ristori si rivelano profondamente insufficienti rispetto alla crisi che stiamo vivendo e non sembrano cogliere la gravità della situazione che ci sta duramente piegando. Allo stesso modo, la Legge di Bilancio 2021 ed il piano nazionale Ripresa e Resilienza – PNRR non presentano interventi adeguati ad un settore trainante dell’economia italiana. I dati pubblici evidenziano spietatamente una situazione tragica, senza precedenti. Ad oggi il 95% dei fatturati, dei capitali investiti e dei posti di lavoro delle nostre filiere risultano a rischio. Abbiamo assistito impassibili alla doverosa introduzione di misure di contenimento della pandemia, ma in modo altrettanto risoluto chiediamo oggi strumenti finanziari e contributi che consentano di limitare le ripercussioni e di proiettarci verso un futuro di ripresa, che possiamo facilmente immaginare sarà̀ lento e faticoso; invochiamo l’applicazione dell’articolo 107.2.b del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea che consente il ristoro totale dei danni subiti per effetto di eventi eccezionali, come il Covid19”.

Gli albergatori scrivono a Conte: "I ristori non bastano, così non ce la faremo"

“Il rilancio del Paese muoverà̀ principalmente dall’immenso patrimonio che custodiamo, dalle eccellenze che rappresentiamo, dalle qualità̀ che ci identificano ed in cui ci indentifichiamo. Perciò chiediamo a gran voce un supporto serio da parte del Governo. Crediamo che tutte le imprese italiane, grandi e piccole, in qualsiasi settore operino, e quindi anche nel Turismo, meritino pari dignità̀, anche e soprattutto rispetto alla gestione della crisi economica generata dalla pandemia. Confidando nella comprensione delle nostre istanze ed in un vostro celere e deciso intervento”.

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