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“La Cina usa il Covid come arma per il dominio”. L’affondo dell’ex ministro Terzi

Per l’ex ministro degli Esteri del governo Monti, Giulio Terzi di Sant’Agata, la Cina è un libro aperto. Diplomatico di vasta esperienza, ha concesso una lunga intervista a Stefano Filippi per La Verità, in cui parla apertamente della Cina, del Covid e della stratgia che ci sarebbe dietro l’utilizzo del virus. Ma soprattutto del silenzio del governo in materia. “Ho letto in questi giorni – esordisce Giulio Terzi – l’ultimo libro di un intellettuale conservatore americano, David Goldman, intitolato You will be assimilated, cioè ‘voi sarete assimilati’. Spiega che la Cina ha sempre guardato al consolidamento interno, alla difesa nei confronti degli invasori o alle lotte intestine. Ora invece, per la prima volta nella storia della Cina, con la presidenza di Xi Jinping è diventato manifesto il disegno di imprimere una grande spinta all’espansione e al dominio del mondo. Poche settimane fa, nel discorso di fine anno, Xi Jinping ha detto che obiettivo della Cina entro i prossimi 5-6 anni è diventare leader mondiale delle principali tecnologie dell’innovazione, quelle che oggi consentono il dominio dell’economia, della politica, dell’informazione. E la prospettiva è diventare il leader mondiale incontrastato entro il centesimo anniversario della costituzione del Partito comunista cinese nel 2049″.

Il coronavirus che tipo di arma è? Spiega Giulio Terzi: “L’arma perfetta, giocata come influenza politica, dal punto di vista propagandistico, sul piano della disinformazione. Nemmeno la diplomazia si fa scrupolo a dire falsità: l’ultima è che il virus non sarebbe nato a Wuhan ma gliel’abbiamo trasmesso noi italiani. I cinesi vogliono mostrarsi come modello vincente mentre le democrazie occidentali sono tutte malate. E si tace sul resto. Dopo l’epidemia di Sars, la Cina ha firmato nel 2005 un regolamento internazionale sulla salute con altri 170 Stati. Esso obbliga ogni Paese aderente a comunicare a tutti gli altri entro le 24 ore la scoperta di qualsiasi virus dovesse riesplodere. Quanti mesi ha passato Pechino in silenzio? E quanti mesi sono passati prima che una missione dell’Oms potesse recarvisi?. Tredici”.

Aggiunge Giulio Terzi: “La Cina vuole fare emergere soltanto ciò che le fa comodo. È una vera guerra quella che sta combattendo contro l’Occidente, con munizioni di propaganda, di influenza politica e di ricatto economico. Il silenzio italiano? C’è un interesse ben preciso. I fatti mostrano che il Movimento 5 stelle ha dalla Cina un appoggio significativo: il Memorandum of Understanding, la visita di Luigi Di Maio da Xi Jinping, tutte le concessioni ottenute via via, le posizioni prese anche nei contesti internazionali sulla reegolamentazione degli investimenti stranieri (leggi cinesi) in Europa. Anche nel Pd c’è chi la sa lunga su queste cose, ma per i 5 stelle la Cina è un punto di riferimento politico importante”.

Giulio Terzi è in prima fila nel denunciare lo sfruttamento e l’oppressione delle minoranze in Cina: “In Tibet da 50 anni è in atto un genocidio culturale: i tibetani vengono delocalizzati per fare spazio agli han. La sostituzione di popolazione è uno dei parametri precisi delle politiche genocidarie con l’eliminazione della lingua, della cultura e della religione. Il genocidio uiguro è di tipo nazista, con i lager e la sterilizzazione forzata delle donne. Aggiungiamo l’espianto degli organi agli aderenti al Falun Gong, 100 milioni di persone sfruttate per un vergognoso mercato clandestino”.

Conclude Giulio Terzi: “Pechino si sta muovendo in modo sistematico per questo obiettivo. Negli ultimi anni i principali argomenti dei vertici del Partito comunista non sono questioni ideologiche, ma i big data, l’intelligenza artificiale e la blockchain. Esiste un piano coordinato, come ha detto Xi a fine anno: la corsa tecnologica deve riguardare tutte le aziende, ma principalmente l’intelligenza artificiale. E su questi temi è lo Stato che guida e non tollera interferenze. A novembre i cinesi hanno messo in orbita un satellite del sistema Beidou a 6G, con una potenzialità fino a 100 volte superiore al 5G. Quelle di georilevazione e osservazione terrestre sono tutte tecnologie militari e l’Italia ha un impegno di collaborazione con la Cina nel settore spaziale, promosso dall’ex sottosegretario 5 stelle Michele Geraci. Ma con simili accordi alimentiamo il loro disegno di dominio planetario”.

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