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Il successo di “Io Apro”: già oltre 8 mila ristoratori hanno aderito alla protesta

Mentre la stampa asservita al governo giallorosso si affretta a dipingere la protesta dei ristoratori contro le restrizioni come “un flop”, i numeri, quelli veri, certificano invece il successo di un’iniziativa che ha visto tanti imprenditori alzare la saracinesca, in barba alle regole imposte dall’esecutivo Conte, per dire “basta” a una situazione ormai diventata insostenibile. Una ribellione pacifica, “gentile”, come l’hanno definita gli stessi partecipanti. Di fronte a una classe politica che continua a promettere aiuti senza mantenere. E che, incapace di anticipare la seconda ondata della pandemia, non sa fare altro che chiedere sacrifici a chi già non ce la fa più.

L’iniziativa “Io Apro” ha così avuto seguito in ogni Regione d’Italia. Con numeri ovviamente più bassi nelle aree che fin qui avevano goduto del privilegio di essere classificate come “zona gialla”, con bar e ristoranti ancora aperti. E più alti, invece, dove le chiusure si sono abbattute con più forza sulle precarie condizioni economiche di chi da un anno, ormai, non può più lavorare. Secondo Tni-Tutela nazionale imprese, almeno 8 mila sono i ristoratori che hanno aderito alla manifestazione, aprendo le porte del proprio locale. Altri, hanno invece organizzato dei flash mob come forma alternativa di protesta.

Una rabbia che ha incontrato il buonsenso delle forze dell’ordine, intervenute nei locali aperti per verificare che tutto si stesse svolgendo nel rispetto delle normative anti-Covid ma che raramente hanno comminato multe ai gestori, nel rispetto del diritto di sciopero. A Milano, per esempio, la questura ha parlato di interventi che hanno portato a identificare 150 persone, senza nessuna sanzione. Tante le testimonianze di chi ha aderito. Mohamed El Hawi, 34enne alla guida dei tre ristoranti di famiglia a Firenze, ha raccontato all’Adnkronos: “Abbiamo vinto la prima battaglia, metaforicamente parlando, ma non ancora la guerra. C’è stata un’affluenza pazzesca nei locali, tutti erano full. In Italia sono circa 2mila i ristoratori che hanno aderito all’iniziativa. Nei miei locali sono venuti i carabinieri, ma devo dire che sono stati gentili ed educati. Mi hanno imposto la chiusura, però mi sono opposto e la serata è andata avanti”

Per chi nei prossimi giorni riceverà invece una multa per aver aderito alla protesta, che continua a raccogliere adesioni e continuerà la sua marcia, è a disposizione un collegio difensivo coordinato dall’avvocato Lorenzo Nannelli: “Nel complesso è stata un’iniziativa all’insegna dell’educazione e del rispetto delle norme. Mascherine, distanziamento sociale e coprifuoco rispettati”. Una manifestazione che ha visto la partecipazione anche del senatore Gianluigi Paragone, che prima a Bologna e poi a Sassuolo ha incontrato alcuni ristoratori rimasti aperti. La diretta Facebook del fondatore di Italexit ha superato il milione di visualizzazioni, a conferma di quanto consenso stia raccogliendo l’iniziativa.

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