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Giù le mani dalle nostre spiagge: Draghi con un cavillo vuole svendere i lidi e recepire la Bolkestein

Draghi torna alla carica sulla questione della concessione delle spiagge. E così qualche giorno fa una “manina” negli uffici della presidenza del consiglio ha inserito all’interno del decreto concorrenza “una postilla con la quale si prevedono immediate gare per le concessioni balneari”, si legge sul sito MondoBalneare.com. Ovviamente dietro l’aggiunta della nota ci sarebbe la firma di Francesco Giavazzi, guarda caso consigliere diretto di Mario Draghi. (Continua dopo la foto)

Sono anni che l’Unione europea con la direttiva Bolkestein chiede all’Italia di mettere a gara le proprie aree demaniali del turismo: il lido del mare, la spiaggia, i porti… Spazi che se venissero sottratti, verrebbero colpiti fortemente i nostri imprenditori del turismo e quindi una grossa fetta del nostro tessuto economico. L’Italia conta oltre 61.426 concessioni per un totale di 3.346 chilometri di spiagge che raccoglie migliaia di stabilimenti balneari. Potete immaginare a quante persone, a quante famiglie, questo settore, riesce a dare lavoro?

Ma cosa volete che importi a Mario Draghi, figlio della Goldman Sachs, il cui obiettivo -si sapeva fin dal principio- è quello di mettere in svendita (nel vero senso della parola) l’Italia e le sue imprese e così facendo sbrandellare la rete produttiva dell’Italia e darla in pasto alle grandi multinazionali e al mondo del mercato finanziario.

E a poco importa che ormai neanche la stessa Bolkestein difenda la sua direttiva quando dice che “non ci possono essere tecnocrati che decidono le sorti di paesi di cui neppure conoscono la storia e le leggi” e che uomini come Michel Barnier, ex commissario EU e negoziatore per la Brexit, faccia marcia indietro su tutto quello che ha sempre sostenuto e, candidandosi all’Eliseo si proponga di liberare la Francia dai quegli stessi regolamenti comunitari che lui ci ha imposto per anni. (Continua dopo la foto)

L’aggiunta della postilla nel decreto ha scatenato la preoccupazione di centinaia di titolari delle concessioni che da anni denunciano il pericolo della svendita delle spiagge e del nostro mare. Come mai vi è tanta ostilità nei confronti di chi in Italia vuol fare impresa e vuole lavorare?

L’ex banchiere d’affari che governa l’Italia nell’interesse della Unione europea, non arretra di un passo e si prepara a mettere nelle mani delle multinazionali il litorale della nostra Italia sempre più svenduta e abbandonata nelle mani straniere della finanza internazionale.

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