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“Noi essenziali”, e anche in Bankitalia spuntano i “furbetti” del vaccino

Anche i dipendenti di Bankitalia chiedono di essere vaccinati in via prioritaria perché, sostengono, loro stanno in prima linea. La richiesta arriva dai sindacati dei bancari. In questa fase è in corso una vera e propria guerra perché sono molte le categorie che ritengono di essere essenziali e quindi pretendono immediatamente il siero. In questo marasma, qua e là, dalle cronache spunta sempre qualche “furbetto”. Oggi scopriamo che anche i funzionari di Bankitalia vogliono provare a spuntarla. La Uil Bankitalia lo mette nero su bianco in una lettera indirizzata ai vertici dell’Istituto. Cosa hanno scritto? (Continua a leggere dopo la foto)

La lettera, ripresa da Il Tempo, recita: “I dipendenti della Banca d’Italia, dopo aver assicurato al Paese l’offerta ‘in presenza’ dei servizi pubblici essenziali anche durante i lockdown, imposti a causa dell’emergenza sanitaria, attendono ora di sapere se la Banca (che a tutt’oggi tace) si stia adoperando affinché le lavoratrici e i lavoratori impegnati nell’erogazione dei citati servizi vengano opportunamente presi in considerazione nell’ambito del piano vaccini”. (Continua a leggere dopo la foto)

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La Uil di Bankitalia ricorda che “ciò che non è mai diminuito in quest’anno di pandemia è l’impegno delle nostre Colleghe e Colleghi, che hanno assicurato al Paese la fruizione dei cosiddetti ‘servizi pubblici essenziali’, come previsti dalla legge”. Motivo per cui, chiede all’Istituto “di comunicare quali sono le reali intenzioni del vertice tenendo ben presente il rischio contagio al quale sono sottoposti ogni giorno i lavoratori e il contesto globale decisamente impegnativo in cui devono operare”. I sindacati lanciano anche un altro allarme. (Continua a leggere dopo la foto)

Inoltre, mentre ristoratori, baristi, camerieri, lavoratori dello spettacolo e del turismo sono costretti a non poter lavorare, e aspettando ancora i famigerati Ristori, i dipendenti di Bankitalia chiedono anche di farla finita con “inique vessazioni” e pretendono che il loro salario non venga minimamente intaccato in questa fase di pandemia.

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