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Feltri asfalta Sala. “Politiche ambientaliste killer”. La guerra alle auto è un flop. Intanto lo smog…

Pubblicato il 20/02/2024 11:09

La crociata di Beppe Sala, sindaco di Milano, contro le auto e gli automobilisti si sta rivelando per quello che è. Una crociata ideologica che non porta alcun vantaggio ambientale ma crea solo disagi alle persone. Infatti Milano è di nuovo immersa nello smog. E questo vale anche per tutte le follie Green messe in atto dalle giunte di sinistra, dai 30km all’ora nelle città all’aumento indiscriminato di multe che flagella i cittadini colpevoli di spostarsi per andare al lavoro o per portare i figli a scuola. E ora che anche la Von der Leyen sta abbandonando le posizioni ambientaliste più estreme, gli errori dei nostri amministratori di sinistra emergono sempre più chiaramente. Se n’è accorto anche Vittorio Feltri, che nella sua rubrica “La Stanza” piazza un durissimo attacco al Sindaco di Milano. Collegandosi al fatto che nel capoluogo lombardo i livelli di inquinamento sono ampiamente oltre i limiti e si deve correre ai ripari. (continua dopo la foto)

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“Le misure pseudo-ambientaliste introdotte dalle giunte Sala”, attacca Feltri, “non soltanto non si sono rivelate efficaci nel perseguimento dell’obbiettivo per il quale sono state pensate. Ossia quello di ridurre l’inquinamento attraverso una vera e propria guerra alle automobili, che ha creato non poche difficoltà economiche e di organizzazione a migliaia di famiglie. Ma hanno portato a un vertiginoso aumento di morti sulle strade. Gente che usava muoversi con monopattino e bicicletta elettrica e non elettrica”. E qui il noto giornalista elenca una serie di dati interessanti. Che confermano l’inutilità delle posizioni ecologiste più estreme. “Non è l’inquinamento ad ammazzarci”, scrive Feltri. “Tanto che, in base a diversi studi, Milano risulta essere tra le città dove si vive meglio in Italia e tra quelle con il tasso di longevità più esteso”. (continua dopo la foto)

“A stroncarci non è l’aria inquinata”, prosegue l’ex direttore di Libero. “Bensì le conseguenze di politiche ambientaliste poco ragionate, abborracciate, pasticciate e troppo ideologizzate. Le quali poggiano su un assunto di base profondamente errato e semplicistico. Cioè il seguente: al fine di migliorare a qualità dell’aria, è sufficiente eliminare le automobili e diffondere l’uso di strumenti di trasporto individuale di tipo elettrico”. Una posizione che si sta rivelando fallimentare, come peraltro molti esperti avevano già fatto notare in tempi non sospetti. Sarebbe bastato leggere i dati dell’inquinamento cittadino durante il lockdown per rendersene conto. Sarebbe bastato leggere il Corriere, quotidiano milanese per antonomasia, che già tre anni fa avvisava che lo stop al traffico non aveva migliorato nemmeno un po’ la qualità dell’aria cittadina.

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