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Basta regali a Farinetti! Per la sua Eataly ha chiesto a Milano mezza piazza XXV Aprile

Prima o poi qualcuno dovrà spiegare come mai Oscar Farinetti, a differenza di altri, può fare il bello e il cattivo tempo e ottenere ogni volta quello che chiede, come se fossero dei regali, mentre ad altri piccoli e medi imprenditori vengono puntualmente sbattute porte in faccia. A loro, ai medi e piccoli commercianti o ristoratori, tocca di passare in mezzo alle infinite grinfie della burocrazia, dei certificati, delle attese e dei bolli per poi sentirsi dire candidamente “No”. Lui, invece, può.

Molti ricorderanno il caso legato all’Expo, ma ora a fare notizia – e un po’ scalpore – è l’ultima pretesa del creatore di Eataly: “A Milano ho chiesto mezza piazza XXV Aprile per Eataly, deve diventare un grande dehor” ha già anticipato a Otto e mezzo su La7.

Come spiega Il Giornale, “prima ancora che venga approvata (probabilmente oggi in consiglio comunale) la misura che permetterà di estendere gratuitamente i locali all’aperto per compensare il taglio dei tavoli, Farinetti dunque ha le idee ben chiare”, mentre invece temono di finire “cornuti e mazziati i titolari del gruppo «Ristoranti e bar tra M4 e Covid» che si è appena formato su spinta di Alessio Fusco del ‘Bebel’ in via San Vittore. In commissione si è discusso ieri della delibera per estendere i dehor ma ‘non si è considerato – fa presente Colacicco, anche esponente di Piattaforma Milano – che alcuni esercizi non potranno godere di questa possibilità per la loro collocazione lontana da piazze e giardini o perché si trovano lungo i cantieri della M4. I locali avranno un doppio danno, sono stretti da anni fra le cesate dei cantieri e subiranno la concorrenza di chi può estendersi all’aperto'”.

Come al solito, dunque, il grande si mangerà il piccolo. Il gruppo chiede un incontro con la giunta per valutare delle possibili alternative per l’estate. E, come ultima ratio, “garantire un indennizzo per i commercianti che vogliono tornare comunque a lavorare in sicurezza”. Farinetti, però, non sembra avere di questi problemi e al Corriere dichiara: “A Milano siamo andati dall’amministrazione a chiedere di darci mezza piazza Venticinque Aprile. Cercheremo di inondare la piazza di tavolini”. E la risposta del Comune?

Dice Farinetti: “Confidiamo che in tempi così duri sia clemente e non ci faccia pagare il plateatico. L’Italia dovrà diventare in giugno un grande dehors. Abbiamo la fortuna di avere il clima giusto. Se ce la giochiamo tutti così, abbiamo buone chance di farcela, di riprendere il mercato. Poi però l’Italia deve sbrigarsi”. Il finale? È già scritto.

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