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Famiglie, che stangata! I costi del caro-vita. E cosa rischiamo adesso

Pubblicato il 05/02/2024 19:54 - Aggiornato il 06/02/2024 12:32

Sono impietosi i calcoli dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre. Che analizzando i dati relativi all’ultimo biennio, ha scoperto che l’inflazione e il caro energia hanno avuto un costo pesantissimo sulla vita degli italiani. Di questo in effetti ci eravamo già accorti, ma leggere i dati fa ugualmente venire i brividi. Anche perché l’emergenza, pur in previsione di un miglioramento delle dinamiche inflattive, non sembra affatto terminata. Ci sono troppe incognite che pesano sul nostro futuro. Guardando all’attualità, in ogni caso, Cgia Mestre ci informa che ogni famiglia ha sborsato, nel biennio 2022-2023, 4.039 euro annui in più che in precedenza. Un’enormità per molti, una cifra che equivale a tre mensilità dello stipendio medio degli italiani. La spesa annuale delle famiglie è quindi passata da 21.873 a 25.913 euro. Per un aumento medio di 337 euro mensili. (continua dopo la foto)

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Il nostro potere d’acquisto continua perciò a ridursi. Perché a fronte di una costante perdita di valore degli stipendi, fermi al palo da decenni, si registra un aumento generalizzato di molte spese “inevitabili”. Per chi lavora lontano da casa ed è costretto a viaggiare, un’incidenza importante è data anche dal raddoppio dei prezzi dei biglietti aerei. Ma a impressionare sono i costi fissi. Come si legge su UrbanPost, parlando del bonus sulle bollette di luce e gas, queste si sono impennate rispettivamente del +93,1% e del +62,5%. Non va meglio per gli alimentari. Prodotti basilari come lo zucchero (+61,7%), il riso (+48,2%), l’olio di oliva (+45,5%), il latte (+37,7%) e molti altri rendono il fare la spesa un’esperienza sempre più angosciante. Con costi sempre maggiori e buste sempre meno piene. Una situazione che ovviamente ha danneggiato e messo in difficoltà anche molte attività commerciali. (continua dopo la foto)

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Nei centri storici sono sempre di più le serrande abbassate e le attività dismesse. Con un danno più grave per le persone anziane che se ne servono maggiormente. Inoltre con il calo delle attività causano anche la diminuzione dei luoghi di socializzazione, così le città diventano sempre più insicure. In questo quadro si intravede almeno una piccola luce. Quest’anno l’inflazione dovrebbe tornare sotto il 2%. Anche se ormai i prezzi sono aumentati, perlomeno ci dovrebbe essere un freno a una situazione sempre più insostenibile. Ma questa previsione è tutt’altro che garantita. Perché sul prossimo futuro gravano troppe incognite. L’economia è in fase di stagnazione. E la situazione geopolitica internazionale è complicatissima, soprattutto per le crescenti tensioni nel Mar Rosso. Se gli scenari di guerra dovessero peggiorare, le previsioni potrebbero cambiare considerevolmente. E sarebbero guai seri.

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