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“Era un trans, va usato il femminile”. La follia Lgbt si abbatte sull’imperatore romano: scoppia la polemica storica

Pubblicato il 24/11/2023 12:10 - Aggiornato il 24/11/2023 12:25
Eliogabalo trans

La follia Lgbt e quella del politically correct, infarcita di sessissimo linguistico e altre priorità della sinistra, sta raggiungendo vette meravigliose. Si fa per dire, ovviamente. L’ultima controversa vicenda riguarda nientepopodimeno che l’imperatore romano Eliogabalo e il museo inglese North Hertfordshire Museum. La galleria ha infatti annunciato che si riferirà all’imperatore romano con i pronomi femminili perché secondo loro era un “trans”. A riferirlo è il Telegraph. Dunque ci si riferirà a Eliogabalo con “she” (cioè lei) e non più con “he”, cioè lui. Eliogabalo, lo ricordiamo en passant, è vissuto nel terzo secolo dopo Cristo. Da oggi in poi, quindi, si parlerà di lui come imperatrice, o come sovrana. Ma come si è arrivati a questa conclusione? (Continua a leggere dopo la foto)
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Eliogabalo trans

A spiegarlo è lo stesso North Hertfordshire Museum, che motiva la scelta alla luce della rilettura di alcuni testi classici che sostenevano che l’imperatore avesse detto “non chiamatemi Signore, perché sono una Signora”. Senza ovviamente valutare la versione di altri storici, secondo i quali tali resoconti potrebbero essere riconducibili a un tentativo di diffamazione nei suoi confronti. Machissenefrega, tutto fa brodo pur di alimentare la narrazione Lgbt e i nuovi dogmi linguistici. Come spiega Il Giornale, il museo possiede una moneta coniata durante il regno di Eliogabalo (governò Roma dal 218 d.C. fino al suo assassinio, all’età di 18 anni, nel 222 d.C) e che è stata spesso utilizzata in esposizioni a tema arcobaleno. (Continua a leggere dopo la foto)
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Eliogabalo trans, le contrapposte posizioni degli storici

I classici, dunque, fornirebbero la prova “che Eliogabalo preferiva sicuramente il pronome ‘lei’. Sappiamo che Eliogabalo si identificava come donna ed era esplicito nell’uso dei pronomi”, fanno sapere dall’Inghilterra. Ora si attenderanno le controprove. Visto che altri studiosi ritengono che “nella letteratura romana ci sono molti esempi in cui il linguaggio e le parole effeminate venivano usate per criticare o indebolire una figura politica. I riferimenti a Eliogabalo che indossa trucco, parrucche e si toglie i peli del corpo potrebbero essere stati scritti per minare l’impopolare imperatore”, come ha spiegato la professoressa Shushma Malik, docente di lettere classiche all’Università di Cambridge.

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