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“Ecco cosa non vi dicono sul vaccino”: la rivelazione del medico militare

È diventata medico anestesista, si è laureata in Legge, ha preso parte a svariate missioni come medico di guerra prima con l’esercito italiano e poi con Medici senza Frontiere. Ma Barbara Balanzoni non vuole proprio saperne di chinare il capo, allinearsi al pensiero unico che governo e virologi tentano di imporre agli italiani. E continua a esprimere posizioni fuori dal coro sul fronte Covid, in un crescendo di difficoltà: “I medici oggi non devono capire ma obbedire, per chi non si adegua scatta la censura. Se non parli non hai problemi, altrimenti la tua carriera finisce”.

Intervistata da La Verità, Balanzoni respinge le accuse di chi l’ha additata in fretta e furia come no-vax: “Da medico militare ho perso il conto dei vaccini che ho fatto. Pure quello antirabbico”. Per poi puntare il dito contro “il consenso informato da firmare. Rende impossibile intentare cause contro i produttori che hanno dichiarato la loro ignoranza sui possibili effetti avversi dei vaccini. Nei salotti televisivi si cerca di confortare il pubblico. Ma non si dà, per esempio, spazio alla miocardite post vaccinale nei ragazzi. Dei decessi, mi riferisco a Camilla Canepa e Stefano Paternò, non si parla e basta”.

Balanzoni ha poi spiegato che esistono dibattiti, all’interno del mondo della scienza, dei quali la tv ormai totalmente imbavagliata non dà conto. Come quello sugli anticorpi: “Più sono numerosi, più grave è la sintomatologia respiratoria nel paziente colpito da Covid. I pazienti che stanno peggio non producono meno anticorpi, anzi: ne producono di più. Questo apparente paradosso si spiega con una regola generale dell’attività immunitaria, la cui parola chiave è equilibrio. I pazienti gravi registrano livelli di anticorpi più elevati, poi tutto cambia in base al sesso e all’età”. Dubbi che cozzano con una campagna di vaccinazione a tappeto, senza anamnesi accurate dei pazienti prima della somministrazione.

“Se io mi ammalassi – ha concluso Balanzoni – non assumerei certo la tachipirina né attenderei di aggravarmi. Farmaci come idrossiclorochina e ivermectina sono stati oggetto di una vergognosa campagna di denigrazione politica. La stessa politica che ha abbandonato milioni di italiani durante la pandemia e che aveva deciso già dalla primavera 2020 che il vaccino fosse l’unico rimedio”.

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