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“Vogliono rovinare l’Italia”. Crosetto rivela il piano straniero per distruggere gli italiani e il governo

Pubblicato il 04/01/2023 09:15 - Aggiornato il 23/06/2023 11:53

Nel giorno in cui il Fondo Monetario Internazionale boccia le politiche europee e Usa sulle sanzioni alla Russia (Mosca entra nella top 10 delle economie mondiali mentre l’Europa piomba in una recessione pesantissima), il ministro della Difesa Guido Crosetto delinea l’impatto dell’allarme lanciato dal Financial Times che ha definito l’Italia “l’anello debole” dell’eurozona perché è il Paese più esposto a una nuova crisi del debito alla luce della politica restrittiva della Banca centrale europea. “Le condizioni economiche del Paese – dice Crosetto – rischiano di peggiorare se verranno a mancare le ‘tutele esterne’ che hanno aiutato negli ultimi anni. Per questo fatico a comprendere le ragioni che hanno spinto la Bce a cambiare politica sugli acquisti dei titoli di Stato europei, in un momento già economicamente molto complesso, per certi versi drammatico, come quello che sta attraversando il mondo e l’Ue in particolare”. (Continua a leggere dopo la foto)

Parlando con Repubblica in un’intervista con Giuseppe Colombo, Crosetto afferma: “Il giudizio degli economisti è lo stesso da anni perché l’Italia ha un debito pubblico altissimo, solo che questo fattore non ha pesato negli ultimi anni perché c’è stato il whatever it takes di Draghi. Le condizioni ‘esterne’ – tassi, inflazione, allentamento dei parametri – sono state fantastiche, con la Bce che ha costruito un grandissimo ombrello sulle emissioni dei titoli. Ora il cambio repentino di politiche della Banca centrale rischia di avere un effetto particolarmente negativo su di noi. Senza inflazione e tassi si sarebbero fatti maggiori investimenti nell’economia e si sarebbe scongiurato l’aumento delle accise sulla benzina o il taglio della rivalutazione di alcune pensioni”. (Continua a leggere dopo la foto)

Insomma, per Crosetto (e non solo) la Bce sbaglia. “Non sta a me giudicare ma non serve un premio Nobel, basta il buon senso di una massaia per capire che alcune decisioni provocano effetti negativi perché amplificano la crisi”. Poi la stoccata: “L’Europa deve porsi il tema di come coniugare le rilevanti decisioni politiche, assunte in modo indipendente dalla Bce e dall’Eba, con quelle che prendono la Commissione europea e i governi nazionali. Abbiamo lasciato a organismi indipendenti e che rispondono solo a se stessi, la possibilità di incidere sulla vita dei cittadini e sull’economia, in modo superiore alla Commissione europea e soprattutto ai governi nazionali. È legittimo chiedersi quanto sia giusto?”.

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