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“È lei la malata d’Europa”. Voli cancellati, scioperi, industrie in tilt. Cosa sta succedendo nel cuore della Ue

Pubblicato il 08/02/2024 09:28 - Aggiornato il 08/02/2024 10:19

Chissà cosa dicono ora i fan del rigore, i famosi falchi tedeschi. Ora che la Germania è la “malata d’Europa”, che l’economia è in tilt e il Paese sta vivendo una crisi drammatica. A dicembre la produzione industriale è andata tre volte peggio delle aspettative: -1,6% rispetto, a fronte di una previsione che era di -0,5%. I dati resi noti dall’Ufficio federale di statistica nella giornata del 7 febbraio parlano di una produzione che su base annua cede il 3%. Il calo più forte si è registrato nell’industria chimica: un sonoro -7,6%. Vetro, ceramica e siderurgia: -5,8%. La bastonata arriva poi dall’Ocse, secondo cui la Germania, dopo l’Argentina, è il paese del G20 con le peggiori previsioni di crescita nel 2024. E la situazione inizia a mordere la popolazione. (Continua a leggere dopo la foto)
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La pressione per gli aumenti salariali cresce in tutti i settori, così come le proteste. Non solo gli agricoltori, ma interi comparti del Paese sono in rivolta. Ecco dunque che alle porte c’è una nuova ondata di scioperi. Ha iniziato il personale di terra di Lufthansa, con circa 20 mila addetti che si sono fermati per 27 ore. Il risultato? Oltre la metà dei voli è saltata, con oltre 100mila passeggeri danneggiati. Non solo gli aerei. La protesta è cominciata il 20 gennaio scorso con la Deutsche Rahn (le ferrovie tedesche) e poi il trasporto locale, facendo registrare lo sciopero dei treni più lungo che la storia recente ricordi. I falchi tedeschi, però, non mollano: la leva del debito resta un tabù. (Continua a leggere dopo la foto)

Come spiega LaStampa, infatti, nella Costituzione tedesca è stata inserita una clausola che impone un tetto al debito non superiore allo 0,35% del Pil. “Tutti sanno che potrebbe essere utile infrangere il tabù, ma nessuno vuole assumersi la responsabilità politica di andare contro la narrativa degli ultimi vent’anni”. Secondo stime della Bce e altre fonti internazionali, le discontinuità nelle catene di approvvigionamento e le ripercussioni dell’aggressione russa in Ucraina hanno frenato la ripresa post-pandemica dell’economia tedesca di quasi 20 punti rispetto alla media dei Paesi Ocse. Dopo esser risultata nel 2023 l’unica grande economia europea in recessione, la crescita prevista dal Fmi per la Germania nei prossimi 5 anni è proiettata inferiore a quella non solo degli Usa ma anche di Regno Unito, Francia e Spagna.

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